Ode alla tavola di Natale

Sarà che mia madre è la regina delle tavole. Che a casa si scherza su un sacco di cose ma mai su porcellane e cristalli. Che è sempre stato un rito – quello dell’apparecchiatura – tramandato, curato, indiscutibile ed irrinunciabile. Sarà che il momento in cui i bicchieri e i sottopiatti, le posate d’argento e i piattini da pane prendono il loro posto, sempre lo stesso, mi ricorda che ci sono cose che non cambiano mai. E qualcuno dirà che è anacronistico o antico ma a me piace pensarlo invece come un segno che qualcosa resta nel tempo. Ed è la cura dei momenti.

Ed allora ecco qualche piccola chicca immancabile, sulla tavola di Natale. E non importa quanti siate, fatelo per voi.

Il melograno a tavola, che sia come centrotavola, come segnaposto che lo trovo stupendo o nel menù, deve essere presente non fosse altro perché è un portafortuna e di sti tempi meglio abbondare.Per attirare a se ciò che di bello ci aspetta del tempo che verrà.

Il sottopiatto, che potete scegliere se usare o meno, è un accessorio ulteriore per arricchire la tavola. Quello delle tavole nobili di una volta era sempre in argento con il piattino del pane coordinato. Ma ci sono molte soluzioni diverse: a cominciare da quelli in porcellana coordinati come stile al servizio di piatti scelto per la tavola a quelli in materiali diversi come il vetro o la paglia di Vienna.

Vi segnalo questi ora economici e perfetti per i giorni di festa, quelli di Seletti della linea Hybrid che potete usare come tovagliette tutto l’anno, un qualsiasi pezzo della selezione bellissima di RomanticoDaRistrutturare, e quelli di Ginori della linea Oriente Italiano in azzurro polvere.

Il flute da champagne mai a tavola a meno che non vogliate pasteggiare con le bollicine. Il galateo vuole che infatti sia da riservare al momento dell’aperitivo in piedi. A tavola i bicchiere non saranno più di tre anche per evitare un ingombro eccessivo: quello dell’acqua e quelli del vino bianco e/o rosso se previsti entrambi.

Stirate la tovaglia e i tovaglioli. Dandoci di gomito perché sia tesa. Il sottotovaglia (quello a mollettone per intenderci) io che non ascolto mai i consigli della mamma è però da aggiungere se si vuole una tavola più omogenea, oltre che morbida ed in grado di attutire eventuali rumori di stoviglie.

I tovaglioli – di stoffa of course – grandi e piegati a rettangolo saranno alla sinistra del piatto o se lo spazio e poco sempre a rettangolo sul piatto.

Playlist natalizia nell’aria, buone intenzioni nel cuore e qualche pezzo jazz che lo sapete ci sta sempre bene. E fa radical chic anche nel mezzo dello scarto dei regali.

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