Hello Milano!

Hello Milano, perchĂ© sono arrivata qui quattro anni con la malinconia di chi ha amato Roma di un amore adolescenziale e per questo tanto folle quanto non ripetibile. Ma la consapevolezza di essere nel posto giusto forse anche al momento giusto. Hello Milano perchĂ© ci sono diverse ragioni per voler bene a questa cittĂ  e molte sono nascoste dietro qualche austero portone apparentemente chiuso. Hello Milano perchĂ© questa cittĂ  è di chiunque decida di farla propria, che sia per due notti sul divano di casa dell’amica o con dodici valigie stipate nel retro della macchina. Hello Milano perchĂ© la mia memoria è pessima e a volte non mi ricordo manco dove ho casa e i consigli sinceri sono sempre meglio di GoogleMaps

  • Per la frutta e la verdura perchĂ© anch’io sorprendentemente faccio la spesa – il fruttivendolo di Via Solferino, o il mercato di Via San Marco il lunedì che c’è anche il banco del cachemire come insegnano le sciure di Brera.
  • La manicure piĂą famosa della cittĂ  senza alcun dubbio da BahamaMama, paradiso della precisione e della professionalitĂ  e dell’igiene e della manicure brasiliana. Quando mi dimentico di prenotare e di programmare vado dalle cinesi di ChichiNails in Pontaccio che vantano anche una bellissima colonna sonora a base di jazz: quindi generalmente mi rovino lo smalto cercando di shazammare un pezzo di Chet Baker. Per l’estetica invece i trattamenti viso – uno al mese, senza mai sgarrare – di Alice Lastrato, skin therapist di Biologiche Research. Mentre per i capelli solo ed unicamente Tommaso, founder di MyPlaceHairStudio
  • Il ramen di Sumire al pepe nero ora che comincia a fare freddo – ma anche il riso con il curry di verdure – o il sushi a domicilio di Osaka, entrambi in zona casa, entrambi intransigenti e tradizionalisti come i giapponesi dovrebbero essere.
  • Una passeggiata nell’orto dell’Accademia di Brera e un caffè al banco del Caffè Fernanda: dal bancone del bar si vede il Bacio di Hayez mentre sorseggi un americano, senza zucchero e senza latte.
  • La Torre di Pisa per le sere a casa senza stare a casa. Li Mastri con la pasta fatta in casa da Mamma Caterina.
  • Il caffè da Roberto della Pasticceria Ranieri e visto che ci sono dammi anche un mini croissant farcito di crema gialla. Come dolce un solo credo: la bomba di Giacomo rigorosamente con le fragoline di bosco. E la catalana del Pescatore, ogni mercoledì dell’anno ho un tavolo prenotato per 4 persone.
  • Il sarto al 23 di Via Montebello dove generalmente 24 ore è l’unico termine essenziale possibile, che si tratti dell’orlo del jeans o del vestito da sposa. Le friulane de La Casa del Bianco su Corso Magenta: quelle rosa cipria o verde salvia sono le mie preferite di questo momento che uso anche per stare in casa perchĂ© la parola pantofola la possiamo, e forse dobbiamo, dimenticare.

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