Cose che ci fanno davvero paura. Ovvero post semi-serio su Halloween

La verità è che, noi, al dolcetto o scherzetto ad Halloween abbiamo sempre preferito l’ennesima visione del Corvo con Brandon Lee in TV. Sdraiate sul divano, mentre annaspiamo in un mare di foie gras e contemporaneamente affoghiamo nella confortante consapevolezza che l’indomani sarà vacanza. Sicure che a mettere a fuoco e fiamme la città, con certi orridi travestimenti, ci penserà qualcun altro. Che poi onestamente i panni delle streghe li indossiamo già nei giorni del preciclo, non è necessario infilarci dentro abiti finto sexy in vero acrilico, o metterci un cappello a punta in testa e calze in macro rete.

Senza contare il fatto che, in questo mondo che, quando vuole, sa essere un antro infernale, quello che ci spaventa davvero non è certamente il costume da zombie comprato in saldo all’Esselunga. Né una posticcia bara con dentro un altrettanto posticcio Vampiro, sbucata all’improvviso da chissà dove alla festa di Halloween a casa del cugino di quinto grado del nostro fidanzato. No, le cose che ci fanno paura sono ben altre.

Ci fanno paura i pigiami di flanella, quelli con i gattini e la scritta Love, che la mamma ci compra in serie, perché “non si sa mai ti senti male e devi andare in ospedale”. Ci fa paura la gente che non è più capace di sognare, che si è spenta dentro, che ha smesso di vivere e vegeta nel cinismo tipico dei sogni infranti. Ci fa paura la gente che si lamenta continuamente, senza fare niente per migliorare la sua condizione, che aspetta impassibile che la vita le cada addosso, rassegnata.

Ci fanno paura le spalline del reggiseno in silicone trasparente. Che poi trasparente non è, che poi si ingiallisce, che poi crea quel terribile effetto condensa che si raggruppa in tante piccole perle di sudore. Ci fa paura chi teme l’altro da sé, quello che qualcuno si ostina a chiamare ancora “diverso“, convinto che tutto ciò che non ci somiglia sia sbagliato, sia un nemico da abbattere, una forza oscura contro cui lottare. Ci fa paura chi rimane arroccato nelle proprie certezze, chi non si mette in discussione, chi è sempre uguale a se stesso e non cambia mai. Chi rifugge il confronto, senza capire che è l’unica via per crescere. La mancanza di gentilezza. Ci fa paura la mancanza di gentilezza.

E poi ci fanno paura i collant color carne, quelli che ogni primavera e ogni autunno compaiono magicamente per le strade delle nostre città. Le etichette. E certamente non parliamo di quelle del maglione comprato da Zara o della gonna di paillettes oro brillante ordinata su Asos. Ci riferiamo a quelle che vengono appiccicate addosso alla gente per superficialità o forse per comodità. Perché così è più semplice e non abbiamo bisogno di fare lo sforzo di capire cosa può esserci dietro. Cosa può esserci sotto.

Ci fa paura chi indossa il piumino smanicato – che poi ci spieghi per favore a cosa serve – e anche lo smalto sbeccato. Ci fa paura chi trova delle scuse. Per rimanere com’è e dov’è. Onde poi lamentarsi di chi è e di dov’è. Ci fa paura chi non riesce ad essere leggero. Chi non sa ridere, ma ancora peggio chi manca di ironia. Ci fa paura chi è vittima di pregiudizi. Ci fanno paura quelle che la moda – per dissimulare – chiama ugly shoes, perché siamo votate alla bellezza e di Ugly ci piace solo la Betty del telefilm. Ci fa paura chi parla di orologio biologico, come se le donne nella vita possano dirsi o ritenersi realizzate solo se procreano.

Ci fanno paura i boxer da uomo con gli animaletti stampati, quelli con i brillantini e ancora peggio quelli con maxi elastici con la scritta UOMO. Ci fanno  paura le donne che odiano le altre donne e gli uomini che pensano di fare un favore alla compagna prendendosi cura del proprio bambino o mettendo i piatti nella lavastoviglie. Questo. Questo è quello che ci fa davvero paura. Altro che streghe. Altro che Halloween.

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