Noi ragazze col cerchietto

Il tazzone di latte e Nesquik bevuto in fretta. Le scarpe ai piedi e i collant bianchi. Il giubbotto e lo zaino due volte più grande di noi. Corri ché è tardi. Ma prima una spazzolata velocissima ai capelli e in testa quel cerchietto che ci piaceva. Quello che mamma si ostinava a spostare troppo in avanti e noi a tirare troppo indietro. E poi giù per le scale come forsennate, per non fare tardi a scuola. Quel cerchietto che ci faceva venire male dietro alle orecchie quando era troppo stretto, e che ci scivolava irrimediabilmente davanti agli occhi quando si allargava.

Quel cerchietto che ci scambiavamo – come fosse un patto di amicizia – tra compagne di classe. In 5ª C, terza fila, secondo banco. Ti do il mio di Naj-Oleari, se mi presti il tuo di velluto rosso. Quel cerchietto che rappresenta un pezzo della nostra infanzia e che ci ritroviamo a indossare di nuovo oggi che le tendenze hanno deciso così. Quel cerchietto che, quando ci specchiamo per caso in una vetrina, rivediamo quella ragazzina della 5ª C, anche se di anni ne abbiamo 30 – o giù di lì. E ci viene da sorridere. E ci viene tenerezza per quella bambina diventata donna.

 

 

Quel cerchietto che è il simbolo di chi eravamo e di chi siamo. Da indossare sui capelli sciolti. O con i  capelli raccolti in una coda. O in uno chignon in versione serale perché si il cerchietto va bene anche la sera. Quel cerchietto che ci piace sia in plastica colorata,  sia in velluto, sia piattissimo e largo come lo aveva Anna Karina in una scena di – Questa è la mia vita – Sia bombato e over come quelli proposti da Bluetiful. Sia  sottile sottile, a tratti minimalista come negli anni ’90 o appariscente come negli ’80.

Quel cerchietto che ci riporta indietro e insieme ci proietta avanti. Che ci toglie i capelli dagli occhi e ci fa scoprire più vulnerabili, senza schermi per chi ci guarda. Che ci fa sentire moderne Biancaneve o Alice cresciute nel Paese delle meraviglie senza Stregatto ahimè. Che ci fa sentire distinte signore nei nostri cappotti di cashmere blu. Che ci fa sentire ancora vere e autentiche, come quando di anni ne avevamo 10 e non volevamo andare a scuola. Senza le sovrastrutture che ci siamo costruite e dietro cui capita di barricarci. A volte anche grazie a un ciuffo di capelli davanti al viso. 

Lascia un commento