Sex and the city – Vent’anni oggi

Vent’anni fa – oggi – la prima puntata di Sex and The City.

Chi pensa che sia cosa di poco conto, chi – Di serie tv più belle ce ne sono tantissime – chi non comprende a pieno la portata del fenomeno e mostra il suo disappunto con voce indispettita prendendo le distanze da questo pensiero, e da questo femminismo intriso di banalità,  non ricorda forse il mercato delle serie tv di un paio di decenni fa. Non sa forse che è stata la prima serie tv a parlare apertamente di sesso. O meglio a far parlare di sesso le donne. Esattamente come fanno gli uomini. Senza veli. Senza tabù. Senza remore borghesi e anacronistiche. Senza la paura atavica di essere giudicate – da chi e per cosa poi non si sa. Senza bigottismi superflui che di superfluo una donna non dovrebbe avere manco i peli figuriamoci la paura di esprimere la propria sessualità. La prima serie tv a raccontare la vita sentimentale di un gruppo di donne indipendenti, libere – cittadine della loro amata New York, di qualunque altra città avrebbero voluto raggiungere e del mondo intero. Padrone delle proprie cabine armadio ma soprattutto delle proprie vite.

E’ stata la prima serie tv a raccontare agli uomini come vanno le cose quando se ne vanno. O quando a farli andare via siamo noi. Quando non richiamano. Quando ci mollano con un post-it. Quando non ci baciano e avremmo voluto che lo facessero. Quando lo fanno ma nel modo sbagliato. Quando sbagliano i tempi. Quando a sbagliarli siamo noi. Quando non ci capiscono e vorremmo tranquillizzarli perché tanto non ci capiamo manco noi. Cosa succede quando ci innamoriamo. Quando abbiamo paura. Quando decidiamo di non averne. Quando fa male, l’amore. E quando fa bene/ e quanto può far bene.

E’ stata la prima serie tv a far conoscere al mondo intero il talento smisurato di Manolo Blahnik . A trasformare in una regola universalmente riconosciuta il dictat per cui – Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. Perché se è vero che a spiegarlo a noi italiane c’aveva già pensato Antonello Venditti il resto del mondo era ancora lì ad aspettare. E’ stata la prima serie tv a mettere al centro di tutto e per tutto l’amicizia tra donne. L’emancipazione. L’indipendenza.

E’ stata la serie tv della libertà. Di pensiero. Di parola. Di azione. Di desiderio. Che si tratti di sesso. Di amore. O di indossare un paio di improbabili tacchi a spillo sotto il pigiama e sotto la neve la notte di Capodanno per raggiungere l’amica del cuore perché dietro quell’esuberanza stilistica a me è sempre piacito vederci questo. Uno straordinario inno alla libertà di espressione, in tutte le sue infinite forme.

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