10 FILM DA MATRIMONIO

Ti vedo là, da sola, al tuo tavolo, con il vestito lavanda – Ti ho detto che ho un vestito lavanda? – I capelli raccolti, il dolce ancora intatto e forse con le dita che tamburellano sulla tovaglia di lino bianco, come fai sempre quando sei molto giù, e magari ti guardi le unghie e pensi – Dio! Se invece di tante macchinazioni fossi andata dalla manicure – Ma è troppo tardi –  George non ti ho mai detto che il mio vestito è lavanda – E ad un tratto una nota canzone e tu ti alzi dalla sedia, con movenza leggera sorpresa,cercando, fiutando il vento come una gazzella. Dio ha ascoltato la tua preghiera – Cenerentola danzerà ancora? – Ed ecco, all’improvviso: la folla si apre…e appare lui. Bellissimo, elegante, raggiante nel suo carisma. Stranamente è al telefono ma del resto anche tu! Allora viene verso di te con il passo agile di un felino e benché tu a ragione intuisca che è…gay… come la maggior parte degli scapoli di sconvolgente bellezza della sua età, ti dici – Ma che Diavolo la vita continua. Forse non ci sarà matrimonio  forse non ci sarà sesso ma per dinci, ci sarà almeno il ballo! – 

Maggio, giugno e magari anche un paio di settimane di luglio: il tempo dei matrimoni – e anche dei pollini a volerla dire tutta – è qui e mentre la maggior parte dei blog decisamente più professionali e pertinenti e organizzati del mio vi propineranno l’ennesima lista dei vestiti da mettere e degli accessori da mettere e delle scarpe da mettere e soprattutto delle cose da dire e da non dire e da fare e non fare (c’è ancora gente che a quanto pare nel 2016 si presenta vestita di bianco o di nero o non si ceretta l’inguine prima del matrimonio dell’amica) io vi propongo la lista dei film da vedere prima che i confetti si trasformino in cellulite sulle vostre (e nostre) gambe, prima che il riso non possa manco più essere mangiato ma solo lanciato e prima che questa ventata di amore ci travolga.

Il matrimonio del mio migliore amico
Caposaldo assoluto della cinematografia mondiale al pari di Pretty Woman e Dirty Dancing  va bene sempre e comunque. Il vestito color lavanda ma soprattutto la manicure non fatta resta il mio peggior incubo. Seguito dalla certezza che anche quest’anno mi farò accompagnare alle cinque cerimonie in agenda dal mio migliore amico, rigorosamente gay.

Quattro matrimoni e un funerale
E’ bello a volte ricordare che c’è stato un tempo – ormai lontano – in cui Hugh Grant non aveva manco un figlio.

Una notte da leoni
Quando il vostro futuro marito decide di andare a fare l’addio al celibato a LasVegas o a Ibiza e voi in nome dell’eleganza scegliete una beauty farm senza manco Internet nel cuore della Maremma toscana per farvi stendere lo smalto da un gruppo di estetiste locali oltre che vegane ed astemie ricordatevi che state facendo una  grandissima cazzata.

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Mamma Mia
Per aver lanciato il trend delle coroncine di fiori quando ancora non esisteva Coachella. Per la straordinaria Merilyn Streep. Perché io sessant’anni voglio arrivarci vestita di paillettes. Per la mia adorata Grecia che mi viene subito voglia non dico di sposarmi ma almeno di partire, togliermi le scarpe, prendere un motorino, andare a fare il bagno nuda al tramonto e mangiare tzazichi per merenda.

Il mio grande e grosso matrimonio greco
Perché tra tutti questi inviti della nobiltà decaduta romana a cui come è solito dire un mio amico ci si presenta vestite o Missoni o Beccaria o altrimenti statti a casa mi mancano i matrimoni pugliesi con il cocktail di gamberi in salsa rosa come antipasto, diciotto portate dolci esclusi, lo sgroppino tra il primo e il secondo per pulire la bocca e la spaghettata di mezzanotte.

Il principe cerca moglie
Un po’ come il piccolo Lord la vigilia di natale: immancabile.

Sex and the city
Sia la serie che il film. Perché le strade del signore sono infinite. Perché Samantha ha sempre ragione. Perché abbiamo imparato le regole del sesso e anche qualcosa sull’amore. Perché se anche Carrie è riuscita a convincere un flemmatico quanto indeciso quanto ormai agè mister Big possiamo farlo tutte noi. E possibilmente senza residui di pavone o struzzo o pennuti vari sulla testa.

Love Actually
Nel caso non voleste sorbirvi Michale Bublè con ventisette gradi all’ombra e voi in short di jeans sul letto vi basteranno i primi diciotto minuti: invece di farvi regalare un posacenere di cristallo di Murano opterei per l’inserimento in wishlist di un bel coro Gospel che fa radical, artistoide e pure chic (rimane un mistero il  perché Colin Firth abbia deciso di mettersi una camicia verde pisello di sottobosco per andare a un matrimonio).

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