LA VALIGIA SUL LETTO/E’ QUELLA DI UN LUNGO VIAGGIO

La valigia sul parquet è aperta. Sul divano i vestiti – pochi per il momento – sono piegati.
In un angolo trovano spazio quelli ancora da stirare. Alla fine già lo so che mi ridurrò a fare tutto due ore prima di andare a letto la sera prima della partenza ma una parte di me è come se volesse prepararsi, come se trovasse una forma di serenità nell’illusione di avere la situazione sotto controllo.

– Ti piace fare le valigie? –

8a6bfc3fcffa38453da080c8e9028b61
Me lo chiedono spesso perché spesso mi vedono in viaggio. In astratto si, in concreto meno. E’ questa la risposta che do sempre. L’idea di chiudere il mio mondo in un borsone, di avere bisogno di poco, di poter portare il mio universo con me solo trascinando due – o quattro rotelle – mi piace. Così come la consapevolezza che in ogni viaggio, in un qualunque luogo e in una qualunque lingua e con qualunque vista davanti a me, c’è un istante in cui ho chiara la percezione di quanto il nostro rassicurante microcosmo sia davvero così piccolo da poterlo stringere in una mano. E imbarcarlo su un qualunque volo, senza perdere nemmeno troppo tempo a piegarlo facendo attenzione a non stropicciarlo troppo. E di quanto tutto quello che sta fuori, dalla nostra porta di casa e dalla nostra quotidianità e da quel rassicurante susseguirsi di gesti sempre uguali a se stessi, sia assolutamente degno di essere vissuto. Fosse anche per una notte sola. Un piacere che nulla ha a che fare con me che tiro t-shirt a caso fuori dall’armadio mentre controllo le previsioni del tempo per capire se è più opportuno il costume o il colbacco. Senza dimenticare un vestito da sera perché nella vita non si sa mai. Il completo per correre perché quando sei lontana da casa tanto e spesso ricostruire piccole abitudini è in realtà una forma di sopravvivenza per il tuo cuore e non per il tuo culo. Lo spazzolino da denti, il passaporto, la felpa grigia lunga di maniche con cui faccio tutti i viaggi in aereo, il caricatore del computer. E il pantalone di seta del pigiama – quello a righe blu e beige – di cui dimentico costantemente il sopra. Cosicché la maglietta stirata e piegata possa essere sgualcita. Per una buona causa. Tra un paio di lenzuola che non saranno quelle di casa. Ma quelle del mondo si.

(Prossima fermata Los Angeles)

3dd7cff9c993f58d7ccc83086246bcd3

135984b9dd76ff2cc807e16bb0efc521

92c1bd274349e2966b1a567b1f47c3e1

5b7e3b11cd236890d0076e7c58a37b47

Lascia un commento