GIU’ LE MANI DA BEYONCE

Premessa numero uno.
Per scrivere questo post ho ritenuto opportuno usare come colonna sonora I’m a single lady. In loop. Per tredici volte.

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Premessa numero due.
Non sono mai stata grassa. Anzi. E dai venticinque anni in poi ho anche smesso di appartenere alla categoria delle ragazzine rachitiche. Alla soglia dei trentadue anni sono una normolinea: seguo un’alimentazione varia ed equilibrata – mangio l’insalata, la quinoa che tanto va di moda, l’avocado senza instagrammarlo ogni volta, tanta frutta, qualche carbonara e un bicchiere di vino rosso tutte le sere, per intenderci – pratico regolarmente sport – dalle tre alle quattro volte a settimana – vesto serenamente dalla 38 alla 42 perché Zara ha un concetto di taglia relativo tanto quanto la mia stabilità emotiva.
Ho un’ossatura sottile come la mamma. Fianchi stretti ereditati dalla nonna paterna. Gambe muscolosette a furia di correre. Un fondoschiena tondo a sufficienza. E un paio di tette che non mi consentono quasi mai di indossare gli abiti meravigliosi degli showroom che mi capita di visitare per lavoro.
Metro alla mano con la mia tabella di misure – i dati possono serenamente essere resi pubblici, che mica sono come la pubblica amministrazione – la Cinica Cristina dice che sono un po’ Beyonce anche io.
E questa premessa è doverosa perché non voglio sentire nessuna che dica – Parli facile te che compresa la tua nuova Prada al polso pesi ventidue chili – oppure – Eh, difendi la categoria delle cosciottelibere&belle&tonde.
NESSUNA.

Premessa numero tre.
Poche cose mi urtano il sistema nervoso come la mancanza di:
– buon senso,
– solidarietà femminile,
– intelligenza,
– e aggiungo anche buon gusto.

Premessa numero quattro
Beyonce per quanto mi riguarda potrebbe anche vestire Desigual nella quarta puntata di Sanremo duettano con Rocco Hunt e per me resterebbe una figa. Una figa stratosferica.

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Ed è per tutto questo che fatico a comprendere il perché davanti alla sua performance durante l’halftime del SuperBowl (le stesse identiche questioni furono sollevate tre anni fa, al termine di un’altra sua esibizione su quello stesso palco) qualcuna – più di qualcuna, molto più di qualcuna a dire il vero – abbia sentito il bisogno impellente di appellarla come grassa o addirittura come obesa. Lei e le sue cosce taglia 42 forse più probabilmente 44 sfoggiate con nonchalance tra un body e un paio di stivaloni. Perché non si possa una volta tanto lasciare spazio al buon senso o meglio ancora al talento. Focalizzarci sul fatto che di grazia non sono tutte Miranda Kerr – a cominciare da noi – e che per la cronaca temo Miranda Kerr non sappia cantare. Perché non si possa essere indulgenti con le altre donne, le stesse a cui chiediamo inconsciamente quella clemenza che non sappiamo dare, quando ci spogliamo in palestra nascondendoci vergognose nell’asciugamano. Perché siamo le prime ad incattivirci con le altrui forme per poi pretendere però che gli uomini capiscano che – tondo è bello, che Miranda non esiste, che il culo è tutta salute e che c’è altro oltre le cosce –  noi, che abbiamo così paura dell’altrui giudizio da spegnere la luce timorose della nostra cellulite. Perché si debba sentire il bisogno di precisare con fare tignoso che – Io come Beyonce con quelle gambe enormi sul palco mai nella vita. Perché sia sempre così facile scegliere di essere le altre, quelle che per non esporsi preferiscono rimanere sul divano di casa. Dove non c’è luce che possa mostrare la verità e quella cellulite che tutte abbiamo.

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E no.
Non ho mai dato della grassa a nessuna nella mia vita.
MAI. Al più dico che alcune donne sono pigre. Perché per arrivare ad avere quelle cosce 44 così sode ci vogliono squat e sudore e I’m a single lady provata e riprovata milioni di volte.
E sì.
Io in un’altra vita preferirei essere Beyonce con i suoi 118 milioni di album venduti piuttosto che Miranda. Perché davanti ad un talento così spudorato e carismatico non c’è stacco coscia che tenga.
E sì.
Anche Miranda avrà cantato I’m a single lady nella doccia almeno una volta.
E sì.
Almeno su questo punto gli uomini stanno avanti. A loro il sedere tondo piace da tanto. Da sempre

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13 Comments

  1. Angelica

    definirla grassa mi sembra eccessivo. Io non sono magra, anzi, ho qualche chilo di troppo nascosto bene dall’altezza, quindi mi sento abbastanza malleabile su questo argomento.
    Beyonce e’ bella, ha un fisico sano ma, come tutte noi, ha qualche difetto che puo’ essere sapientemente mascherato con un abbigliamento adatto.
    Tutto cio per dire che alcuni costumi erano eccessivi, mostravano troppo, altri invece erano adatti al suo fisico, e la valorizzava.
    Ripeto, non mi sento di definirla grassa, pero’ va detto che alcuni capi indossati non erano adatti al suo fisico.

  2. Lu

    Sono d’accordo con te, ma non capisco il tuo dover specificare che “non sono mai stata grassa e la mia taglia oscilla fra la 38 e la 42”. Sembra quasi tu voglia metterti sulla difensiva. Scusa ma più che trovare un nesso fra le due cose, trovo solo esibizionismo. E in ogni caso: lunga vita a Beyoncè, i culi tondi e le cosce in carne!

    1. Alessandra Airò

      Nessuna forma di esibizionismo.
      Oscillo nella normalità. Non sono una wannabe modella nervosa perché l’ultimo carboidrato ingerito risale al 1999. O una in lotta perenne con la bilancia stremata dalla Dukan. Ecco il senso. Un parere sereno: comprensivo di carbonara.

      Lunga vita alla Beyonce sempre.
      E alle nostre cosce.

  3. Cinzia

    Se fossi nata bella come Beyonce e con il suo talento, non mi porrei problemi sulle cosce taglia 44 e alle critiche altrui risponderei con una grassa risata!

  4. Raffaella

    Ciao Alessandra! Ieri ho commentato il tuo post su Beyoncé, dicendo che non vorrei rinascere lei in un’altra vita per via delle sue cosce e del fattore cellulite, ora, non intendevo definirla grassa o culona, volevo dire solamente che immaginando tutto il duro lavoro per mantenersi tonica io mi sento venir meno, sono pigra, non ne faccio un vanto e pago la mia pigrizia restando in anonimato sul divano: io, la mia cellulite e la mia incapacità di cantare

  5. antonella

    La gente è ipocrita: si indigna molto circa le modelle a rischio anoressia, facendo falsi moralismi, ma poi quando vede una cantante “normale” con tanto di chili comuni a molte, punta subito il dito gridando allo scandalo. Invece di prendere esempio da cotanto talento. Riguardo a te, non penso sia un post esibizionista, ma sincero, potresti essere esibizionista con mille altri post, tutti i giorni dell’anno, d’altronde. E mi viene da dire, beata te che non entri in certi vestiti per quei problemi lì! 🙂

  6. Maria Katia

    Applausi.
    Perchè condivido in pieno quanto sia facile questo straparlare dal divano di casa, perchè dal lì siamo tutte brave, anche a salvare il mondo, figurarsi a dare della cicciona a lei. E poi noi, invece non siamo in sovrappeso, solo un po’ gonfie, perchè sai prima del ciclo, dopo del ciclo, perchè mi ha lasciata, perchè sono innamorata. Praticamente sempre, e tutte, più o meno. Perchè è faticoso stare a dieta sempre e parlo per esperienza personale, s’intende. E meno male, come scrivi tu. Che gli uomini, amano il tondo da sempre. Altrimenti, saremmo tutte single.

  7. Jessica

    Lunga vita a Beyonce alle sue cosce e alle tue parole, che ci vorrebbero molte più Airò e Beyonce e molte meno Miranda a ricordarci di quanto insieme possiamo essere grandiose, e in questo possiamo imparare dagli uomini.

    Come sempre Ale….standing ovation!

    A presto
    Jes

  8. Claudia

    Già, perchè appellarla così?!
    E dire che la sorellanza, quando c’è, è uno dei legàmi più forti e più belli.
    Che peccato, veramente.

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