COS D’INVERNO, DI NATALE E MARLON BRANDO (SEMPRE LUI)

COS, ovvero considerazioni in ordine molto sparso in un lunedì di inizio dicembre in bilico tra l’alba e il tramonto. O meglio non so che ore sono e potrebbero essere le tre e mezza del pomeriggio o le nove meno dieci di sera.

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Ho una fame che mi mangerei anche i comodini in truciolato dell’Ikea. E invece devo ancora smaltire le diciotto portate in quarantasei minuti del week-end sul lago d’Orta da quel gran figo di mister Cannavacciulo.

Mancano diciasette giorni a Natale e sia ben chiaro io il Natale lo adoro e anche tanto – un po’ meno le lucine blu sui balconi e le macchine in quarta fila davanti alla Feltrinelli e le pile di cotechino al supermercato – ma saranno i diciotto gradi di Roma, saranno le infinite cose da fare, sarà che ancora non ho mangiato una sola fetta di pandoro mi sembra lontano ma talmente lontano che piuttosto che mettermi a fare l’albero pelo patate. Mi sistemo le sopracciglia e passo dalla tintoria a ritirare il vestito lungo color cipria.

Marlon Brando: come lui nessuno mai.

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Hello di Adele non mi piace. E non mi fa manco piangere. E poi ho scoperto che ha venticinque anni e un figlio quindi mi dispiace ma non vale.

Sto diventando una di quelle sciure pariole borghesi e tendenti all’intelletualoide spiccio che spenderebbe tutti i soldi – che evidentemente non ha – in poltrone di modernariato, porcellane e libri.

La mia ultima perversione sono i food blog e non solo perché ho fame – vedi punto primo – ma perché trovo che siano quelli in cui la qualità negli ultimi mesi abbia dato i suoi frutti migliori e continuerò a preferirli fino a quando ci saranno outfit post posati con il cambio scarpe nella busta fuori campo.

Voglio fare una torta di pere e che sia bella oltre che buona – vi sto indirettamente chiedendo la ricetta sia chiaro. Ho ricominciato ad allenarmi quasi seriamente perché si sa anche quest’anno a giugno vogliamo arrivarci con il culo di Belen. Mi è tornata la voglia di partire dopo settimane trascorse felicemente tra il letto, il divano, Dina la Pandina e il mio micro-cosmo. Ho ufficialmente dichiarato impossibile trovare della biancheria intima figa – stile For Love and Lemons –  senza imbottiture degne degli anni Novanta. Quelli peggiori.

Tutto il mio regno – scarpe, borse, struccanti occhi oleosi da venti euro a bottiglietta e litri di Barbera compresi – per il cappottino rosa qui sotto.

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3 Comments

  1. Vittoria

    Adoro, e dico a-d-o-r-o, le tue considerazioni in ordine sparso, proprio perché sono in ordine sparso- sparsissimo- e mi ricordano le mie ogni tanto. Che passo dalla ricetta per il tacchino del Ringraziamento a ordinare un paio di Jimmy Choo tacco 12 nel giro di una passata di smalto.
    E pure una di quelle veloci, data quasi con nonchalance.
    Un bacio

    Vittoria from 5 IN THE MORNING
    http://vittoriafiveinthemorning.blogspot.it/

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