UNA TURISTA A ROMA #LVCITYGUIDE

Sono molto fortunata perché abito in una città che amo profondamente. Di un amore consapevole, così come dovrebbe essere l’amore sempre. Quel tipo di sentimento che conosce i limiti, i punti deboli, le mancanze e nonostante tutto: vive. Quel tipo di sentimento che a volte diventa ingombrante perché sarebbe più facile muoversi – cambiare, spostare il corpo insieme alla mente – se non ci fosse lui a trattenerti. Quel tipo di sentimento che quando meno te lo aspetti, distratta come sei dal traffico e da un semaforo troppo lungo, ti ricorda il perché quattrodici anni fa scegliesti lei. E perché oggi nonostante tutto lo faresti di nuovo.
Sono molto fortunata perché abito in una città bellissima. Probabilmente la più bella di tutte. Difficile come lo sono sempre le cose belle. Una città che richiede pazienza, tenacia, spirito di avventura. Ma che sa ripagarti di tutto. A costo di regalarti un pezzo di anima per farsi perdonare.

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Per il mercato di Testaccio, per i terrazzi che si lasciano scoprire da certe finestre, per l’acqua delle sue fontane, per i fiorai aperti tutta la notte. Per la capacità che ha di cambiare adeguandosi al tuo umore e ai tuoi passi. Un po’ stronza, un po’ borghese, un po’ provata da tanta vita. Per le birre bevute sotto l’albero del Circo Massimo. Per l’angolo di cielo ritagliato dalla mia finestra. Per la carbonara di Teo, per la sorchetta dopo una serata sui tacchi, alle quattro del mattino. Per il mio adorato quartiere, incastrato tra la fantasiosa Coppedè e i Parioli. Per il forno Roscioli, per le fotografie in bianco e nero del museo del Louvre, per la magia della sartoria Tirelli. Per il Tevere, per le corse a Villa Borghese, per il profumo dei cornetti di Benaco il sabato mattina. Per il gelato alla crema di Ciampini, per i giardini nascosti del DeRussie, per le pulci di Porta Portese. Per i sanpietrini, e per i tacchi che vi ho lasciato. Per la sua maestosità che talvolta ti mette soggezione costringendoti ad abbassare lo sguardo davanti a tanta imponenza. Per la Cappella Sistina, per il Nuovo Olimpia dove i film hanno un altro sapore, per i maritozzi con la panna e le creazioni di Lucia Odescalchi. Per Via Piccolomini, per il Verano, per i Caravaggio nascosti tra le sue pieghe, per il Caffè Perù così lontano da questo tempo da non saper nemmeno dire da quanto potrebbe essere lì. Per i turisti che si perdono tra le colonne di San Pietro, per le finestre ricoperte di vita, per i  panni stesi al vento sulle case di Trastevere. Per la capacità di farti sentire a casa. Perché tanta bellezza può far male. Perché non smetti mai di scoprirla. E perché sa farsi desiderare.

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Louis Vuitton in occasione del lancio della nuova CityGuide dedicata alla città eterna – e dell’App disponibile sull’AppleStore per Iphone e Ipad con 25 destinazioni a portata di mano e oltre 12.000 indirizzi – ha deciso di regalarmi ventiquattro ore da turista nella mia città. Angoli, scorci, sapori, dimore storiche, negozi: un po’ come fosse la prima volta, un po’ come se quei luoghi non mi fossero così familiari, un po’ come se quella luce io non la conoscessi e non l’avessi scelta come mia. Racchiudere la bellezza tra le pagine di un libro ed affidare la magia di questa città a una guida non è facile – si corre il rischio di essere banali, accademici e freddi – ma se chiudete gli occhi e sfogliate quelle pagine potrete quasi sentirla quell’anima. E in qualche modo – sentirvi a casa – anche lontano da qui.

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3 Comments

  1. Vittoria

    Ho un debole per le guide LV, tendo inesorabilmente a comprarle sempre quando vado in un posto nuovo, trattenendomi dal comprare quella di Timbuctù perché- al momento- non ho ancora pianificato il viaggio.
    A Roma ci devo assolutamente tornare. Avevo compiuto diciotto anni da pochi mesi e, anche se non è passata una vita, è passato già troppo tempo.
    Un bacio

    Vittoria from 5 IN THE MORNING
    http://vittoriafiveinthemorning.blogspot.it/

  2. Chiara

    Mi sono trasferita a Roma esattamente trentasette giorni fa. Trentasette giorni sono passati da quando ho lasciato con un sorriso il mio Veneto per venire a studiare in quella che, grazie ad un’intervista letta sul web, ho scoperto essere stata anche la tua università. E quello che ho percepito è stato l’abbraccio caloroso di una città che è meravigliosa proprio perché vera. Già me ne sono innamorata, pur non conoscendola, pur non avendo ancora avuto l’occasione di perdermici e di goderla e di respirarla se non da dietro i vetri umidi del tram che molto probabilmente avrà dei problemi e arriverà in ritardo. Non vedo l’ora di farne la mia seconda casa, anche se forse, in fondo, già lo è. Nonostante tutto.
    Grazie delle tue parole,
    Chiara

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