FREEDOM

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Siamo nati credendo che i confini non esistessero. Che non ci fossero limiti al nostro camminare: noi la generazione che prenota i biglietti aerei stando a letto in meno di tre minuti. Quelli che viaggiano in luoghi che già solo ai nostri genitori sembrano irraggiungibili. Noi – quelli che hanno studiato a Roma, sono andati a Parigi in Erasmus, hanno fatto un master a Londra e se solo lo vorranno potranno lavorare a Tokyo a Buenos Aires o dove altro la vita li porterà. Noi – la generazione che si muove con più dimestichezza sulle gambe che su una cartina perché chissà se chiudendo gli occhi, su un foglio bianco sapremmo disegnarli quegli orizzonti che ci è dato raggiungere semplicemente allungando la mano. Quelli della libertà perché ci hanno detto fin da piccoli che avremmo potuto essere quello che volevamo e noi da bambini ubbidienti ci abbiamo creduto. Medici, eterne fidanzate, ingegneri, volontari, atei, mogli e mariti, madri di bambini con passaporti diversi dal nostro, avvocati, giudici e non di noi stesse, incalliti lettrici di stelle, traduttrici, pigre studentesse fuori corso, donne con lo zaino in spalla, uomini con una cravatta al collo. Ci hanno detto che avremmo potuto amare chi volevamo. Indossare ciò che ci avrebbe fatto sentire meglio. Dire – con garbo e rispetto – ciò che pensavamo. Qualunque cosa fosse. Noi, quelli che possono e devono sapere perché l’assenza di confini e barriere ci rende più liberi ma anche più responsabili. Quelli che non possono ignorare ciò che succede – le parole, i luoghi, le storie, LA STORIA – perché senza la cultura siamo nulla e soprattutto siamo deboli. Quelli che non devono avere paura perché la conoscenza data dalla libertà è la prima – e forse l’unica forma di difesa che abbiamo.

Noi ci abbiamo creduto. E non è stata solo l’illusione di un gruppo di bambini la cui mente pende dalle labbra di mamma e papà. Ci abbiamo creduto e continuiamo a farlo perché siamo per davvero la generazione senza confini, senza limiti al camminare delle nostre gambe, della nostra mente e del nostro cuore. Quindi continuiamo a fare quello che sappiamo fare quello che il nostro tempo ha voluto facessimo: continuiamo ad essere liberi.

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