BROOKE, WHATSAPP E IL CORAGGIO DI ESSER PAZZI

Se faccio questo pensa questo.
Se dico questo invece pensa quest’altro.
Se rispondo così non vorrei pensasse così.
La virgola la metto?
Si, metti caso che poi reagisce così.
Mh.
Sia mai capisse che mi piace, eh.
Non vorrei disturbare.
Forse non è a casa.
E poi c’è XFactor e si sa – uno mica può deconcentrarsi.
E la palestra.
E sarà in giro con le amiche a far shopping.
Le tre di pomeriggio sono un pessimo orario.
Anche le quattro.
Per non parlare delle cinque.
Meglio whatsapp.
Ma non troppo dolce.
Vada per il like.
Eh.
Ci siamo visti venerdì.
Poi sembra troppo.
O è troppo poco?
Non sono una appiccicosa.
E manco una pazza.
Mica è una cosa seria.
Non vorrei fraintendesse.
Sai.
E poi il venerdì è sacro.
Gli spazi.
I tempi.
Le ansie.
Le altre.
Il ciao va bene? O è troppo colloquiale?

Da che mondo e mondo e da che tempo e tempo in amore vince l’audacia.
Non ricordo una sola storia d’amore – di quelle in grado di vincere la relatività dello spazio e del tempo, di quelle in grado di diventare storia a loro volta – che non includa un’abbondante dose di audacia. Sfrontatezza, coraggio irrazionalità: chiamatela come volete purché qualunque cosa sia non abbia a che fare con la ragione. Con il senno. Con il desiderio di non rischiare. Con gli spazi da salvaguardare che mica siamo all’Ikea.
Romeo e Giulietta, i miei nonni, quella gran culo di Cenerentola che fugge con un vestito noleggiato incurante del customer service, Julia Roberts e Richard Gere che ci inchiodano davanti alla tv sempre come fosse la prima volta, Dante che continuava imperterrito a provarci e Beatrice che continuava imperterrita a tirarsela,  Anna Karenina che a furia di fare e non pensare preferisce lanciarsi sotto un treno, Paolo e Francesca, la Rossana e quel tenerone di Cyrano quando gli uomini ignoravano l’esistenza del solarium e le donne preferivano gli uomini senza sopracciglia ad ali di gabbiano pensate si siano fatti tutte queste domande prima di iniziare a limonare? Io dico di no. Anzi ne sono quasi certa. E se se le fosse fatte Brooke non avremmo manco  vent’anni di Beautiful da lasciare in eredità ai nostri figli.
Mica come noi che pensiamo di essere dei temerari perché ci mettiamo una GoPro in testa e andiamo a surfare dall’altra parte del mondo, che crediamo di essere stoici perché partiamo per più di due notti con il solo bagaglio a mano Ryanair compatibile (che pazzoni che siamo!!)  che ci consideriamo eroici perché sappiamo gestire un minimo di quattro rapporti contemporaneamente via chat senza sbagliare mai destinatario ma in realtà non abbiamo manco il coraggio più semplice. Quello di baciare. Di dire senza pensare. Di alzare il culo dalle nostre comode poltrone reclinabili con massaggia-piedi incorporato e di andare a provare a prenderci qualcosa che forse è nostro. Di fare senza programmare. Di disfare senza tener conto del palinsesto televisivo, delle previsioni del tempo e dell’oroscopo di Brezsny. Di confidare e affidare, il nostro sentire a qualcun altro. Il coraggio delle nostre azioni e di ciò che possono comportare non prendendo in considerazione nulla. IL NULLA. Di osare. Il coraggio di essere pazzi. Di perdonare. Di tornare. E poi di restare che tutto questo muoversi serve solo in palestra. Di fare qualche cazzata, #perDio.

Che cosa potrà mai succedere di così tragico, eh? Se si è salvata Brooke, di certo ci salveremo anche noi.
E magari daremo anche una possibilità all’amore.

6 Comments

  1. S.

    Incredibile come i tuoi post arrivino sempre al momento giusto, dritti al punto, senza giri di parole.
    Perché a volte bisogna buttarsi – e fregarsene, per una volta, dei ‘E se poi non va come speravo? E se poi me ne pento?.

    Ecco, proprio ieri è stato uno di quei momenti. Ed ora, che con il senno di poi una parte di me se ne è – forse, un po’ – già pentita, le tue parole capitano a pennello.
    Perciò grazie, per avermi ridato quel coraggio, quella sicurezza che stavo lentamente perdendo. Ora come non mai, ne avevo proprio bisogno.

  2. antonella

    Dovresti materializzarti qui, seduta vicino a me alla scrivania del mio ufficio, a infondermi quel coraggio che cerco da un mese, ma che non trovo da nessuna parte e che vorrei avere sotto pelle.
    Che potrebbe succedere poi di tragico? Niente, ma per ora il coraggio non lo trovo e vorrei che qualcuno mi urlasse in faccia o mi mettesse una mano sulla spalla e mi dicesse di mettere nelle questioni di cuore la forza che ho per tutto il resto..

  3. Vittoria

    Io ho smesso di farmi problemi di questo genere, un giorno mi sono resa proprio conto che non avevo più voglia di pensare ai se, ai ma, ai forse… e quindi agisco. Magari sbagliando, spesso, ma preferisco sbagliare e imparare (forse) piuttosto che chiedermi “chissà come se sarebbe andata se…”

    Ps: il tag “limoni” è veramente tanti punti

    Un bacio

    Vittoria from 5 IN THE MORNING
    http://vittoriafiveinthemorning.blogspot.it/

Lascia un commento