DI SALE E DI VENTO E DELL’ARTE DI ASPETTARE

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Dicono che le cose belle non scappano.

Che pur consapevoli del fascino dello sbrillucicchio – di ciò che come un fuoco d’artificio illumina ed irradia per un istante solo prima dell’esplosione che segna la fine – sanno sedersi ed aspettare. Dicono che le cose che valgono (quelle preziose) mutano, si evolvono, assecondano i luoghi e gli spazi, si adattano con fatica e dolore talvolta ma in fondo – nell’anima – restano fedeli a se stesse. Dicono che le cose che contano quelle che si stringono nel palmo di una mano e forse ci resta anche spazio conoscono la paura perché sanno che possono perdere. Che a volte nemmeno la vita è così forte da tenerle insieme. Dicono che le cose che ti rendono vivo sono quelle a cui ti aggrappi quando pensi di essere solo, quelle che ti fanno dormire tranquillo invece di tenerti sveglio, occhio sbarrato a fissare il soffitto. Quelle che non si nascondono perché preferiscono farsi guardare. Dicono che le cose che ti appartengono per destino e per natura sono tue e tali restano anche se tu non hai il coraggio necessario per ambire a quel possesso. E alla felicità che ne consegue.

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Io non so se ci credo a questa cosa dell’aspettare che a me non è mai riuscita bene nevrotica come sono ma so anche che l’ora del tramonto – quando attendi che il vento cali e che il mare diventi una tavola e che si sentano solo le cicale e che la luce diventi più morbida e solo allora salpi l’ancora e torni in porto: io so che quella è l’ora più bella. E che per poterla vivere – con i capelli arruffati che sanno di sale e di vento e indosso una camicia un po’ sgualcita come te – devi aspettare e allora mi piace pensare che sì, anche io posso farlo. E forse ne sono capace.

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7 Comments

  1. Linda

    queste parole sono il suono dei miei pensieri che pero’ non sanno ancora cantare cosi’ bene quanto sanno fare i tuoi… grazie di condiverdeli con noi!

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