DEI POLLINI E DEI MATRIMONI E DEL TRAMONTO CHE CI SARA’

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Gli alberi di ciliegio sono in fiore. L’aria è intrisa di polline, la gambe sono bianche tendenti al giallo senape e io ho tre granuli di antistaminico omeopatico sotto la lingua.
Ovvero, è ufficialmente iniziata la stagione dei matrimoni.

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Quelli che a sposarsi è la tua migliore amica del liceo quella che da raccontare tra amori e compiti in classe ed estati passate dietro le cabine e pomeriggi al telefono di casa perché c’era un tempo – non troppo lontano – in cui non esisteva whatsapp e la versione di Cicerone nascosta nella tetta sinistra e il primo filone e il banco sempre troppo stretto ne avreste almeno per un paio di settimane, alternando il riso al pianto. Quelli che sono nella tua casa che puoi girarlo e attraversarlo questo mondo ed essere entusiasta e felice di farlo nonostante le lavatrici perennemente in atto e i capelli perennemente ad cazzum ma è lì che tutto torna, tu per prima –  occhi fissi sul mare in silenzio con una birra tra le mani e quell’odore che lo riconosceresti tra mille e la mamma a casa ad aspettarti per la cena. Quelli che sono lontani da quella stessa terra che per arrivarci devi prendere il taxi e poi il treno e poi il pulmino e poi forse un altro taxi e magari un traghetto e non vedi l’ora di aspettare la sposa che lo sai che farà tardi perché non riesce ad arrivare in orario nemmeno a cena all’Osteria Chiana. Quelli che a muovervi siete in diciotto tutti insieme comprese le valige, i porta-abiti e il pancione di un’amica che cresce e vista l’organizzazione pare che si debba andare a trovare la Cristoforetti nello spazio ma va bene così. Quelli che il matrimonio è una cosa seria e per questo molti di voi non dovrebbero farlo o farlo pensandoci bene perché basterebbe guardarsi negli occhi un attimo in più per dirsi tutto e capire o forse farlo scolandosi solo un paio di tequila e dire di si perché l’amore è intuito è sesto senso è pancia è addormentarsi sul divano insieme è istinto è desiderio è eternità. Quelli che non ho ovviamente niente da mettere tanto meno le scarpe. Quelli che l’addio al nubilato e “ti metto al tavolo dei single, eh” e quelli che dove le trovo un paio di scarpe da sposa che però non siano da sposa e quelli che non sono semplici giorni ma momenti che ricorderai per l’emozione vera e la sensazione chiara che la vita scorre e quelli che ti verrebbe da dirglielo che stanno facendo una grandissima stronzata quelli che se mai lo farò sarò a LasVegas o su una spiaggia e ci sarà la luce perfetta del tramonto, una coroncina di fiori e null’altro. Quelli che sono l’ambizione di certe donne e a volte di certi uomini: traguardi sociali al pari di una laurea incorniciata e appesa al chiodo dietro la testa sopra la scrivania di mogano. Punti di arrivo quando dovrebbero essere partenze. Quelli che la lista nozze con tredici posaceneri e nessuno dei due che fuma. Quelli che sono feste piene di bambini e di musica e di lucine e di condivisione. Quelli che la nonna è seduta in prima fila con i capelli freschi di parrucchiere e negli occhi la vita che verrà intrisa di quella che è stata. Quelli che la mia sposa preferita è sempre Bianca Jagger. Quelli che i fuochi d’artificio solo se sei San Nicola da Bari o la figlia illegittima di Enzo Miccio.

“In cielo non ci sono matrimoni, ma c’è l’amore”

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6 Comments

  1. antonella

    ..ti odio. Con la frase sulla nonna, in zero secondi mi sono apparse le lacrime agli occhi.
    Dai, sono sincera, non è vero che ti odio, ma le lacrime le ho dovute asciugare davvero!
    🙂

  2. Linda

    Sei un piacere per gli occhi, sia tu che quello che scrivi…ma soprattutto per il cuore! Mi fa bene alla salute leggere i tuoi post…grazie!

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