ASPETTARE (A ME E’ SEMPRE RIUSCITO MALE)

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Non aspetterò più di amare meglio che posso. Pensavamo di essere giovani e che questo significasse avere tempo per amare meglio in futuro. È un modo terribilmente sbagliato di pensare. Aspettare di amare non è un modo di vivere

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Aspettare di amare, certo.
Ma anche di indossare quel paio di scarpe che sembra non esistere mai la sera perfetta per farlo perché vogliamo sempre un alibi per sentirci più leggere o meno in colpa. Aspettare di dire ti amo, ti penso e ti voglio. Di sussurrare mi piaci. O più semplicemente: mi dispiace ma non lasciarmi qui. Di provare a fare il latte di mondarle in casa. Aspettare di bruciare le madeleine nel forno per non scoprire che quello che ci manca non è la farina ma  solo il coraggio di metterci alla prova. Di mettersi in macchina nel cuore di una notte di fine inverno per andare a vedere il mare e null’altro. Di baciare, baciare e baciare ancora fino a stancare le labbra. Aspettare tempi migliori per cambiare lavoro, cuore e pelle, città, sogno, la disposizione del divano o taglio di capelli che tanto quel tempo non verrà. Aspettare di dire, di tacere, di fare, di smontare, di iniziare, di smettere. Aspettare i luoghi non visti, le case in cui non hai dormito, gli aerei che non hai preso, le canzoni che non hai ballato, gli abbracci di cui ti sei privata – quelli che sono vite intere intrise di umanità e condensati in pochi secondi – perché non ti sembrava opportuno lasciarti andare, perché farlo avrebbe voluto dire scoprirsi, esporsi, spogliarsi. Aspettare un treno o un amore o una speranza che ci porti via continuando a ripeterci che – non dipende di certo da me, si sa,  i treni sono sempre in ritardo. Di porci un obiettivo che sia lontano quel tanto che basta per richiedere la nostra fatica e il nostro impegno e la nostra fede e non solo la nostra stanca attenzione. Di andare a prenderci quello che è nostro per nascita o per destino. Aspettare di fare una cazzata, un figlio, di sputtanarci per amore, di sbronzarci di vita e sole e vino. Che smetta di piovere, che sia caldo abbastanza, che non sia troppo tardi, che torni il desiderio, che fioriscano le viole, che passi la tempesta, che sia un giorno migliore, che tutto torni com’era, che ci sia la luna piena, che la gente comprenda, che passi di moda, che le onde si acquietino, che l’ispirazione arrivi, che la pelle si abbronzi. Anche aspettare di dimenticare.

 Non è un modo di vivere.

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