DI OCEANO MARE, DELLA LUCE E DI VENEZIA

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Acqua.
C’è acqua ovunque ovunque qui, che se non stai attenta a dove metti i piedi – generalmente dopo una certa ore della notte anche stanchi e scalzi – ti ritrovi nel cuore del Canale. Acqua ovunque che si insinua tra le calle e i ponti e al di là della strada e sotto le finestre con le persone di legno socchiuse e nelle pieghe della pelle. Silente e placida e nera nel cuore di certe ore che ai più non è dato vivere. Acqua che ti fradicia la mente che ti bagna i pensieri che ti impregna i capelli  e vorresti stenderti al sole come bucato teso ad asciugare. Acqua che diventa bellezza di quella che ti viene da chiedere se il cuore illuminato dal sole di mezzogiorno sul ponte dell’Accademia possa contenerne così tanta e così sfacciata o se da un momento all’altro non ti debba scoppiare lì in mezzo a quel frastuono di luci e turisti e rumori e inproveri al buon gusto e piccioni e gondolieri e piedi che cercano di farsi largo. . Eppure resiste, spolpato ed immobile come quella distesa d’acqua.

Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare

Alla vita dolce. A chi immagina e inventa, quelle  strade per noi. E a chi ci prende per mano.

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Monday16

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6 Comments

  1. Una

    A me piaci sempre Ale, sia chiaro.
    Ma ogni tanto, con tutte quelle “e” messe a congiunzione e la totale assenza di virgole, si fa davvero fatica a leggere e capire.
    Detto ciò, rimani comunque una delle mie preferite!

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