DEL KARMA TECNOLOGICO, DELLA PIOGGIA E DELLE MAIL

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Il karma tecnologico che si ribella a te, roba che dopo il blog bloccato e due-Iphone-due in preda a crisi isteriche che manco io il venerdì sera davanti all’armadio sono capace di tanto mi sono anche fulminate due lampadine contemporaneamente. Le mail che si perdono nell’etere, che sbagliano strada e finiscono in quel limbo chiamato spam che a me ha sempre fatto pensare a un peluche un po’ gommoso gigante grigio perla e rosa più che a un freddo angolo virtuale dimenticato anche da certe PR che meriterebbero di finirci, quelle che scrivi e ci sono giorni in cui sembra che nessuno ti risponda e a te viene il dubbio che siano tutti a una festa insieme. Tranne te che, per l’appunto, stai cercando di comunicare con il mondo intero (ora provo con la mamma che lei un bacio me lo manda sempre). Le cose da fare e tu che le fai e poi sembra che si moltiplichino lì sotto i tuoi occhi. E poi ci sono quelle che posticipi e rimandi e continui a dire che domani sarà il giorno giusto, come ad esempio dover andare in tintoria. I giorni per intenderci in cui anche i capelli non stanno al loro posto – anzi: che ti verrebbe voglia di parlarci consapevole che farlo non è troppo normale e di chiederglielo con quella voce dolce che solo la stanchezza sa tirare fuori dalle mie corde vocali – di aiutarti, almeno loro. Il tempo che non ti sembra mai abbastanza e meno ti sembra di averne meno ne hai e tu vorresti fare e dire e andare e poi ti ritrovi solo a pensare che è tardi – è tardi – è tardi. Ma senza Bianconiglio. La pioggia che anche lei non riesce a venir giù come vorrebbe e allora si trasforma in vapore acqueo che mi sembra di stare alle terme, ma con il cappotto di panno nero lungo addosso.

Ecco. Quei giorni. Che ho imparato che arrivano. Che sono sul calendario incastrati tra altri giorni apparentemente irriconoscibili. Che la Moleskine ha la pagina bianca di sempre. Che strillare non serve a niente, e nemmeno andare dal parrucchiere. Che ho imparato a respirare, a farmi una doccia bollente, a mangiare caramelle gommose come se vivessi al cinema, a metter su Jovanotti e ad aspettare che passino. Perché passano, eh.

(Per la cronaca sono esattamente due giorni che cerco di pubblicare questo post. Vediamo se sono passati. Ora che anche la pioggia sta venendo giù come solo lei sa fare)

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3 Comments

  1. Assunta

    Complimenti, anche stavolta hai centrato giusto.
    Mi trovi in sintonia col tuo umore, anche a me ieri è capitata una giornata così.
    E poi nulla, è passata 😉

  2. fede-thelittlepinkpepper

    Eh già! la tecnologia si ribella anche a me che da ieri ristrutturo il mio blog e mi scontro con lo schermo del pc come con il mio armadio quando non so cosa mettermi, ma con la tecnologia non c’è tubino nero a salvarti. Comuqnue capita e hai ragione la sensazione che siano tutti ad una festa senza di te… e Roma con questo tempo da una settimana non ce la faccio più. ma passano hai ragione.
    un bacione
    fede

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