DI BILANCI. DI CASELLE EXCEL. DI VITA

068b44a514746d7ad0aba62d02a18051

Io con i bilanci non sono mai stata brava. E a dire il vero non mi interessa.

Anzi ad essere proprio sincera non sono brava con un sacco di cose. Ma più passa il tempo e meno mi interessa diventarlo. A cominciare da Excel con le sue malefiche formule e caselle, passando per la cucina e concludendo per l’appunto con i bilanci. Con quella propensione a sedersi a tavolino e tirare linee rette che marchino e delimitino porzioni di tempo e di spazio e saper su quella stessa area più o meno vasta più o meno ampia esprimere un giudizio. Che sia obiettivo che non tenga cioè conto del cuore che è l’unica cosa che conta. Ecco sarà per questa mia comprovata incapacità cronica nel delimitare e razionalizzare e scindere e giudicare e nel fare cose in genere che io non lo so mica dire così nero su bianco in maniera indefettibile se quest’anno mi è piaciuto o meno. Ma so che sono stata felice. Che ho scelto il che vuol dire che ho saputo lasciare qualcosa, assumermi la responsabilità della nostalgia che ne consegue e che – certi giorni – ti opprime. So che sono stata a Parigi. E poi nel cuore sacro dell’India che è uno di quei luoghi che ti segna la pelle e che ovunque andrai sarai stata anche lì. So di essere stata triste. Di aver avuto paura. E ho pianto. E poi ho smesso perché il pianto come il silenzio ha un valore immenso e non bisogna sprecarlo. E ho continuato solo al cinema perché lì tutto è concesso. Ho corso e ho provato la gioia di farlo in luoghi così belli che il cuore ti si spappola sull’asfalto e non per la stanchezza. Ho imparato il valore del tempo anche quando il suo corso sfugge alla nostra ragione. Ho superato i trenta e credo che il meglio non debba ancora venire perché il meglio – un po’ come la felicità – è sempre ora. So che sono stata a Berlino e poi a Istanbul e poi a casa quella che è tale perché inizi ad inciampare nelle tue stesse scarpe oltre che nella tua anima e poi sono ripartita e lo farò anche domani perché voglio vedere e toccare e ascoltare e sentire e provare e poi – solo dopo – tornare. Stanca. Provata. Euforica. Bagnata di mare e di pioggia. Fradicia di umanità. Ho tagliato i capelli e sto ancora aspettando che ricrescano. So di aver abbandonato idee, persone, luoghi; di aver dismesso abiti che non sono i miei. Di averne trovati di nuovi in cui mi sento meglio. Di essermi spogliata di alcuni luoghi comuni, di alcune paure e talvolta dei vestiti. Ho pedalato a Venezia di notte senza scarpe e senza sentire il bisogno di smettere di farlo. Sono stata amica e amante e zia e figlia e forse un po’ madre. So di essere stata lenta e se possibile ancora più in ritardo ma non prometterò qui di fare più attenzione all’orologio. So di essere stata grata. Per tutti i pezzi di cuore che ho per le mani e per quelli che ho disseminato. So che sono stata sincera, con me stessa. Meticolosa nel mettere in ordine le priorità. E sticazzi se invece nella scarpiera continua a regnare il caos puro. So che sono stata.
E per farlo e per saperlo non ho bisogno di essere brava con i bilanci. Di tracciare linee. Di giungere a conclusioni. Di parcellizzare emozioni. Di voltare pagina e rincuorarmi con un foglio bianco che tale rimarrà solo per pochi frammenti di secondo. Senza linee rette. Senza porzioni di spazio ben definite. Senza giudizi. Domani – oltre la mezzanotte – è solo un altro giorno, ed è sempre vita.
6f81c658a8ee877c44da2bbe66e88f8a

10 Comments

  1. Alessia

    Nevica. Nevica a Palermo. Nevica e c’è gente che saltella per la casa e fotografa e telefona per avvertire che “nevica”.
    Il mio anno è stato così, proprio come la neve a Palermo. Imprevedibile, misterioso, instabile, indecifrabile ma pieno di sorprese che hanno illuminato le mie giornate restituendomi la speranza, l’entusiasmo e la gioia.
    Viaggi, persone, sorrisi e abbracci.
    Lacrime, aerei, amiche e Famiglia.
    Sogni, progetti e un mappamondo.
    Questo è quello che voglio ricordare di questo 2014.
    Grazie per aver condiviso questo bilancio, grazie per la tua compagnia, grazie per il post del lunedì e per aver condiviso ogni attimo di luce che ti ha regalato un sorriso o una lacrima.
    Buon anno Alessandra

  2. Ester

    E’ in un gelido pomeriggio di questo nuovissimo anno che mi ritrovo a leggere i tuoi post,che sono qui a perdermi e ritrovarmi tra le tue righe e le tue parole, come spesso faccio! Auguri per un anno strepitoso … continua a scrivere..per noi è il più bel regalo!
    Ester

  3. Emanuela by Lovely Wedding

    Lo scorso anno a quest’ ora sarei stata forse anche un pò invidiosa di queste parole, una gioia ed una felicità inafferabile, di quella che si prova solo nei racconti, nei film o in quei frammenti di anima come quello che tu hai scritto qui. Oggi sorrido e mi emoziono perché hai dato voce ad una sensazione sconosciuta, cercata e forse adesso provata. Io, la regina delle scalette e dei post-it, ho lanciato in aria i buoni propositi ed i bilanci senza provar alcun timore…e grazie a te, ho scoperto perché!
    Ciao Alessandra!
    Manu

Lascia un commento