WISHLIST: SVAMPITA, ASSONNATA E INFREDDOLITA (BURBERRY SAVE ME)

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Martedì quattro novembre. Ore quattordici e qualcosa. Cielo terso su Roma, diciotto gradi e casa trasformata nel set di Natale a Miami da quando hanno accesso i termosifoni (qui il panettone si mangia in short). Non mi sovviene momento migliore per iniziare a scrivere la letterina a quel sant’uomo di Babbo Natale. Che non se ne uscisse con la più antica delle scuse tipo – non ho fatto in tempo. Perché il tempo per lui è un concetto relativo. Perché lui non è come tutti gli altri uomini. Perché te lo sto dicendo con quello che in termini legali sarebbe definito un congruo anticipo. Perché non amo dovermi ripetere. Perché stamattina mi sono svegliata così: un po’ svampita, un po’ assonnata, con un paio di messaggi belli sul telefono, il solito caffè americano o troppo caldo o troppo freddo, acido lattico a iosa e il desiderio di portare quella coperta in giro con me.

E per quella non intendo il piumino sintetico made in Ikea. Ma il poncho Burberry. Con tanto di iniziali.
Sia mai dovessi perdermi e qualcuno si prendesse la briga di riaccompagnarmi a casa.

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5 Comments

  1. Eva

    Caro Babbo Natale,
    per Natale (il prossimo e qui, non uno a caso e in una vita parallela) vorrei quel poncho solo col nome, che tanto è breve, un orologio automatico, anzi molto automatico, e un autista. Grazie.

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