SALVEZZA, UN PUGNO DI FARINA E I TITOLI DI CODA

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Abbiamo bisogno di essere ascoltati. Abbiamo bisogno di essere sbugiardati. Spogliati non solo dei vestiti ma anche dei vestiti. Abbiamo bisogno di un numero da far squillare nel cuore della notte e di qualcuno che dall’altra parte sappia rimanere in silenzio. Di una birra ghiacciata alla fine di alcune giornate, di una buona colonna sonora  e dell’aria di certe notti. Abbiamo bisogno di baciare. Baciare e baciare ancora e solo – baciare fino a stancare le labbra come quindicenni che quindicenni non lo sono più. Abbiamo bisogno di essere creduti senza dover dare troppe garanzie a tutela della nostra parola. Di dormire su strati di cuscini e lenzuola un pomeriggio intero, con la finestra aperta ignorando il significato della parola – fretta. Di qualcuno che ci dica di non avere paura. Abbiamo bisogno di domande scomode come un paio di scarpe troppo strette. Abbiamo bisogno di condividere e dividere, in parti uguali questa vita, con qualcuno. Di una strada da percorrere e di un angolo di cielo in cui ci siano nuvole e stelle e gabbiani e di una porzione di mare così grande da potertici tuffare vestita, con un orizzonte in lontananza da guardare mentre mangiamo un gelato stracciatella e lamponi e panna. Abbiamo bisogno di speranza. Della forza dell’obbedienza. Di fede e che non sia necessariamente quella al dito. Di un film di cui innamorarsi, di un paio di occhi in cui ritrovarci perché perderci ci riesce bene già da soli. Abbiamo bisogno di pioggia e di ironia, in egual misura. Abbiamo bisogno di essere traditi. Abbandonati anche da noi stessi. Abbiamo bisogno di caffè, di amiche che sanno bastare e di una manciata di castagne calde tra le mani una domenica di metà ottobre. Di una casa che profumi di mamma, di farina e luoghi comuni da smentire. Di un inizio che è ciò che segue ad ogni fine. Di titoli di coda da far scorrere lentamente e noi seduti lì davanti a guardare, senza troppa attenzione e con un sacchetto di caramelle gommose tra le mani. Abbiamo bisogno di un profumo che sappia di pelle, di una tavola imbandita di mani e bicchieri. Di qualcuno che suoni il pianoforte, solo per me.

Ma la realtà è che abbiamo bisogno solo di salvezza. Di essere salvati. E di qualcuno che abbia il cuore di farlo. Nulla di più.

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