IL VANGELO SECONDO ALESSANDRA – COSE DA INSEGNARE A MIA FIGLIA

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Cose da insegnare a mia figlia – edizione il primo raffreddore dell’autunnata

Sono sempre stata una sostenitrice della teoria per cui non sarà l’assenza di un paio di calze a gennaio sotto la neve, la scelta di un top di seta come unico capo di abbigliamento fuori al Vicious alle tre di una mattina di febbraio o i capelli umidi in motorino durante i giorni della merla la causa di un raffreddore epocale. Ciò non toglie che mi sorprenderò di me stessa ritrovandomi a citare tutte le nonne d’Italia urlando  “Disgraziata, copriti le reni”.
Il raffreddore del lunedì si chiama hangover. Quello del venerdi pomeriggio sfiga.
Non parlare mai al telefono con un uomo  quando sei raffreddata. Mentirà sapendo di mentire e lo farà in maniera spudorata facendoti credere che la voce rauca è sexy – molto sexy – incredibilmente sexy. E che in fondo sarai bella anche così: versione distributore automatico di kleenex. Ma in cuor suo assocerà il tuo nome a quello di Sandro Ciotti. E al campionato intero. Champions League inclusa.
Stai serena: SKY non ti darai mai la gioia di un film decente nell’unica sera dell’anno che deciderai di passare a casa sotto strati di plaid e felpe con un paio di calzini con tanto di gommini antiscivolo ai piedi.
Canale 306 ti riproporrà – sempre e solo – Miss Detective.
Quando ti costringerò a ingerire propoli, a bere litri di latte bollente con miele, a infilare la testa in una pentola di acqua bollente respirando e inspirando olii essenziali e roba mentolata al profumo di lavanda selvatica e rosmarino di sottobosco tu dimenati, scappa, urla, ribellati. E confida nel sempre caro Actigrip. Che ti regala diciotto ore di sonno ininterrotto: roba che ti svegli che è già l’ora di cantare l’intero cd di Michael Bublè.
Peggio dell’aerosol solo la cellulite sulle ginocchia.
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3 Comments

  1. Vittoria

    L’inverno scorso ho pagato cara una serata a ballare e, soprattutto, l’uscita dal locale di solo lurex blu vestita. Niente cappotto e niente canottiera. Roba che quando sono guarita ho giurato a me stessa (e alla mia migliore amica che quella sera mi aveva detto “Ma che te la metti a fare la canottiera, tanto dentro si muore di caldo”) che una cosa del genere non sarebbe mai più successa.
    Piuttosto senza mutande.

    Un bacio

    Vittoria fomr 5 IN THE MORNING
    http://vittoriafiveinthemorning.blogspot.it/

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