L’INDIA E’ LI’ DOVE LASCI – E TROVI – PEZZI DI TE

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Non è stato un colpo di fulmine e a pensarci bene sarebbe stato da sciocchi pensare il contrario. Ma uno di quegli amori che non sapresti bene dire come e quando ma ti si sono radicati dentro, fin sotto la pelle fino ad attaccarsi alle ossa.
Lentamente ed in maniera indelebile.

Il profumo di curry e di tutte le spezie che non ho mai assaggiato in tutta la mia vita e polvere e caldo appiccicoso che ti si incolla prima sui vestiti e poi tra i capelli e poi nemmeno ci fai più caso. La polvere che si mischia con il rumore dei clacson senza riuscire più a capire dove finisce la percezione della prima e dove inizia il frastuono dei secondi. L’odore del riso basmati e delle rose e del whisky e della merda e dell’incenso. Macchine che cercano di farsi largo tra i tuk tuk tra i bambini scalzi tra le vacche tra le donne avvolte nei loro sari di seta dai colori sgargianti tra le bici tra il fango tra i vicoli tra i cani tra di te. Gli occhi neri che ci puoi sprofondare. Le mani nervose, scheletriche, consumate, intense. I capelli gonfi di umido e di afa e sticazzi della piega che qui, nel cuore sacro dell’India non importa a nessuno il dio in cui credi, figurati se si preoccupano delle punte secche del mio taglio scalato e tonalizzato. Un intreccio soffocante: ecco cos’è l’India. Di strade che non hanno un nome, di santoni, di corpi vivi e morti e di sonno e di fame, di umanità con la sua miseria che ti si staglia davanti agli occhi, un delirio di vibrazioni e sapori e credo e culture, di decadenza, di rumori che ti trapanano il cervello, di energie così intense da spossarti le membra e lasciarti stanca, di colori e storie e dolori in cui fai fatica a capire dove mettere i piedi. In cui la potenza si cela in quel farti sentire priva di punti di riferimento. Tutto sembra veloce eppure il tempo e’ dilatato. Lontana da una casa che riconosci come tale nell’istante in cui ci torni. Senza nulla di ciò che sei. Un intreccio disordinato in cui percepisci nitidamente che tutto e’ possibile. In cui le regole non sono quelle che tu sei abituata a identificare come tali ma sono quelle che regolano il destino. In cui tu sei un punto un piccolo punto e nulla di più.
Presente e consapevole. Famelica. Materna. Vorace con il tuo cuore e con il suo. Fiera.
Dicono che “Ogni persona al mondo è nata in India in almeno una delle sue vite precedenti”. E solo dopo esserti persa – lì – puoi capire che anche questo è possibile.

(A quella terra che è un mondo intero e anche qualcosa di più. Alle compagne – di un viaggio ben più lungo e ben più forte. Alle mie gambe che non saranno quelle di Kate ma non mi abbandonano mai. Alla Tachipirina onnipresente e fedele. Al cuore che bisogna avere il coraggio di lasciarsi andare. Allo stupore e alla meraviglia di ciò che ho visto e di ciò che ho sentito. A ciò che non si può dimenticare)

 

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4 Comments

  1. Paola

    Momenti di evasione, bellezza e poesia, spero che per tutta la vita, continuerai a guardare il mondo con gli stessi occhi incantati e innamorati e continuerai a raccontarlo così.

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