DELLA FELICITA’ ASPIRATA – E DESIDERATA

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Dicono che desiderare di osare non serva a nulla, se rimane solo un desiderio. E a pensarci bene è proprio così che va a finire il più delle volte. Desideriamo o crediamo di farlo anche ardentemente eppure rimaniamo lì, immobili. Come se aspettare trattenendo il fiato e paralizzando ogni arto per non rompere quell’equilibrio che rappresenta il nostro microsistema fosse una soluzione contemplabile.

Osa senza remore. Rischia tutto ciò che hai se credi che non sia abbastanza. Prendi in considerazione l’ipotesi di perdere. Di deludere e di deluderti, che a volte è la cosa più difficile. Lanciati, nel vuoto che è tale solo fino a quando non lo attraversi. Accantona il timore di fare cazzate e consolati con la certezza che è impossibile che tu non ne faccia. Esponiti e non solo al sole di fine estate ma alle critiche, al vento, al livore che sporcarti le mani è l’unica strada che puoi percorrere se da questa vita vuoi uscirne pulita. Rinuncia alla paura di non farcela e di non essere all’altezza. Provaci e riprovaci che io ancora continuo a bruciare le zucchine sempre come fosse la prima volta. Mischia le carte, i vestiti che hai nell’armadio, righe e pois e pelle e seta e  vodka e vino e fiori e frutta e le parole con i baci e con i silenzi che ci sono regole che vanno rispettate ma l’ordine non è tra queste almeno non ora e non ancora. Brucia le tappe e la carne. Conserva lo stupore quando domandi qualcosa e quando qualcuno ti risponde. Sii bambina davanti al mare e davanti allo specchio: gli unici due luoghi in cui alla tua anima è dato giudicarsi. Preserva la capacità che hai di meravigliarti perché è lì che si nasconde la differenza tra chi si è già annoiato – di tutto e di se stesso – e chi non lo farà mai. Abbi l’ardire di essere felice – sfacciatamente – felice o almeno corri questo rischio.

(Cose da insegnare a mia figlia e a mio figlio e alle mie amiche e ai miei amori e da ricordare più spesso anche alla mia, di anima)

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9 Comments

  1. maddalena

    …perchè leggerti rende più chiaro quel macello di parole e di pensieri che ho in testa. Con leggerezza ed eleganza, con tante (tantissime!) risate. E’ comparabile ad una bella carezza. Grazie! tu devi scrivere un libro, di mille milioni di pagine!)

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