DEI TRAM E DEI TRENI – QUANDO LA FASHION WEEK E’ CASALINGA

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Le polemiche a dispetto delle apparenze non le ho mai amate. Quelle sterili poi mi ricordano quegli uomini che amano farsi corteggiare e adulare ovvero le trovo assolutamente inutili e fastidiosi.
Ma c’è una cosa che proprio non capisco e perciò  non condivido (o forse il fatto che non la condivida non mi consente di capirla, vabbé) ed è il presenzialismo ad ogni costo anche quello di risultare assolutamente fuori luogo e fuori tempo come – ad esempio – ritrovarsi acchittata di tutto punto – cappello e clutch e rossetto e parigina – su un marciapiede di una sfilata iniziata e quasi finita.
E se è vero che la fashion week o settimana della moda che dir si voglia perché siamo pur sempre a Milano è aria frizzante allo stato puro – adrenalina mista a glamour mista a energia e a creatività e a bellezza di quella che non salverà il mondo ma lo renderà di certo un posto più piacevole in cui stare – aria da respirare a pieni polmoni è anche vero che le sfilate (quelle vere perché qui si apre un altro capitolo altrettanto lungo e altrettanto polemico) si possono guardare in streaming sul divano di casa. E riguardare, con calma se non ne hai ancora abbastanza di tanta genialità.
Che le foto possono essere scattate anche con un paio di Stan Smith ai piedi e senza pelliccia il diciannove settembre.
Che la moda va studiata perché è un’arte e in quanto tale ha delle regole precise e crudeli che meritano rispetto e cultura prima che un mero hashtag e leggere le recensioni di qualcuno che in tempi non sospetti l’ha fatto è un ottimo punto di partenza.
Che non esserci a volte è più elegante di rimanere fuori, su un marciapiede. Aspettando un flash di qualche streetstyler turco. E il tram che passi.
Che così facendo difficilmente diventerà quel famoso treno su cui tutte vorremmo salire.

(E ve lo dice una che è a Roma.
In ufficio. Senza nostalgia alcuna se non fosse per qualche ora di sonno in più.
Che sono  giorni che la sera stesa a letto – gambe nude e piedi scalzi – respira quell’aria fino a notte fonda.
In maniera così serena e consapevole e attenta da poter quasi sentire il profumo dell’ultima passata di cipria sul viso della modella prima dell’inizio dello spettacolo. E lo struscio della stoffa sulle gambe e sulla passerella ad ogni suo passo).

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