E’ QUESTA LA VITA CHE SOGNAVI?

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E’ questa la vita che sognavi?

Le ventitré e qualcosa di domenica sera. Whatsapp. Una domanda ed una soltanto – semplice a tratti banale, priva di un motivo che un motivo non sempre serve, senza un emoticon, senza un “Ciao, come stai?” che distende e rilassa,  senza un bacio a renderla più dolce. Destinata a trenta persone, numeri o contatti se preferite.
Conoscenti e sorelle di cuore. Gente vista una volta sola e persone che sono parte di me e della mia vita da così tanti anni da essermi dimenticata come e dove le ho incontrate. Colleghe di questo mondo virtuale in cui da qualche parte ci si trova – magari all’alba spettinate in aeroporto – e ci si abbraccia, uomini che ho baciato, gente che mi sta sul cazzo. Storie iniziate e mai finite, donne straordinarie che ammiro e stimo e a cui vorrei dire più che spesso che faccio il tifo per loro. Persone che forse avrei dovuto ascoltare di più, gente silente che dimostra meno di ciò che vorrebbe, qualcuno che vorrei avere più vicino per poterli raccontare come ci si sente in certe notti, compagni di università, anime che so che avrebbero capito e gente che so che anche spiegandoglielo il perché – come si fa con un bambino e il mappamondo – non riuscirebbe ad andare al di là di quella strana palla colorata.
(Un campionario che avrebbe reso orgoglioso anche Mannheimer)
Qualcuno ha riso.
Qualcuno ha frainteso.
C’è chi ha replicato con un  “Perché”. Chi mi ha fatto due domande e chi addirittura tre: persone a cui ho fatto presente che non si risponde a una domanda con un’altra domanda. Qualcuno mi ha regalato la sorpresa. Qualcun’altro mi ha mandato una foto per dirmi più di mille parole. C’è chi ha replicato con un semplice “Si”. Di quelli che riempiono e inondano e strabordano e su cui io c’avrei scommesso. Qualcuno mi ha regalato pezzi di se bambino. Ricordi. Supereroi. Un po’ di Wimbledon. Il desiderio di essere una bambola a metà strada tra una moderna Paris Hilton e Rita Levi Montalcini. Frammenti di ambizioni. Mare, terra e nuvole. Sapori. Dispiaceri. Rammarico e delusione. Il desiderio di migliorarsi. Qualcuno ha bisogno di una cena intera per poter rispondere, dall’antipasto al dolce e con tanto vino. E poi il lavoro, il ritrovarsi una vita sorprendente e sorprendentemente difficile tra le mani sporche di pennarello, il concetto di perfettibile. Qualcuno non ha risposto o almeno non a me, via chat.
– Ma so che tutti a modo loro c’hanno pensato, a una risposta ed era  quello che volevo
(Cambio spesso sogno perché l’incostanza onirica fa parte di me. E se mi concentro sull’insieme – tutto quanto – percepisco con chiarezza le crepe e le imperfezioni. Le mancanze e gli eccessi. I vuoti, i vicoli ciechi, i punti in cui mi sono fermata senza riuscire più a muovermi: nemmeno un passo. Il disordine, l’assenza di una direzione. Ma se mi soffermo sui dettagli, quelli piccoli che per vederli devi socchiudere gli occhi – se mi concentro su di me – su quello che sto provando a diventare e su quello che ho imparato a sentire e su quello di cui ho imparato a non avere paura.
Si. E’ questa la vita che sogno. In cui non ho timore di chiedere ad uno sconosciuto se è felice)
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18 Comments

  1. Federica

    No,ma ci sto lavorando sù per migliorarla. Per migliorarmi. L’insoddisfazione è umana e diabolica,ci avviluppa per soffocarci,sta a noi saper -con un pizzico di magia- sognare e creare quello che vogliamo. E io voglio sognare e creare una vita diversa.
    Grazie per la domanda,amica mia.
    Un bacio

  2. Vittoria

    Io ho ancora (si può dire?) 21 anni, quindi di strada ne ho ancora tanta da fare e non so assolutamente dove finirò. Ma sono stra sicura e felicemente consapevole che mi piace la vita che sto facendo adesso.
    Con la giusta dose di sregolatezza, le classiche cazzate che si fanno a vent’anni, e l’intelligenza che serve per capire. Non tutto ma quello che basta e che serve.
    (Come sempre scrivi cose meravigliose, che turbano- talvolta-, trascinano- quello sempre-, e lasciano un pezzo di te.)
    Un bacio e un abbraccio.

    Ps: la mia risposta è “penso proprio che potrebbe diventarlo”

    Vittoria from 5 IN THE MORNING
    http://vittoriafiveinthemorning.blogspot.it/

  3. sara

    No, non era assolutamente questa la vita che sognavo.
    Ritrovarmi con una laurea, un titolo e arrivare a fine mese tirando tutte le corde possibili e spesso senza soddisfazione.
    Diventare mamma era il mio peggior incubo.
    Assistere inerme ad un padre che si disinteressa completamente di suo figlio in certi momenti mi toglie anche l’ultimo filo di speranza.
    Cercare di ricordarmi il sapore di un bacio perchè è così tanto, troppo, tempo che non ne ricevo uno, dopo che per una vita sono stata baciata.
    E coccolata.
    Ma ormai più di un anno fa ho fatto una scelta.
    Incosciente.
    Folle.
    Libera e di libertà.
    Ho scelto di essere me stessa al 100%.
    Non puoi stare con una persona che ogni giorno cerca di cambiare le parti che più ami di te. Quello non è amore.
    E 9 mesi fa, un altro bivio e sempre la strada più difficile.
    La speranza, la fiducia, la comprensione, una pazienza infinita.
    E un portone in faccia. Chiuso. Che non so come aprire.
    Non è la vita che sognavo, ma ca***, permettimi l’eufemismo, affronto le sfide come una vera leonessa.
    E sono io. In tutti i miei sbagli, difetti e momenti di insofferenza.
    Coraggiosa, pazza e assolutamente disinteressata a ciò che pensano gli altri.
    O mi si ama o mi si odia.
    E Julian è..vabbè, lui è TUTTO.
    Beddazza ti bacio, ti aspettiamo a Bologna.

    P.S. E poi, andrà tutto bene..e il meglio deve ancora venire (in tema di Liga)

  4. caterina vailati

    Ho da qualche mese compiuto i 50 anni. Il tempo vola e adesso la mia risposta è semplicemente “si”. La tua domanda mi ha fatto pensare e adesso mi ritrovo a sognare per mia figlia. Vorrei che un domani facesse la vita che sta sognando, perchè a 28 anni è giusto, come ho fatto io, sognare, avere delle ambizioni, voler fare qualcosa, voler costruire qualcosa.
    io sogno che lei ci riesca.

  5. Marina M

    No. Ma avendo vissuto molto. E avendo sognato molto. Forse sarebbe potuta andare anche peggio. Allora meglio continuare a vivere. E sognare. Che ad avere rimpianti si è sempre in tempo e non fa mai bene. Mai fermarsi. Sia questa la vita che sognavano oppure no. Un abbraccio da chi ha percorso un decennio di strada più di te. E un grazie perché le differenti prospettive sono a loro modo punto di arrivo o di partenza o di semplice preziosa riflessione e condivisione. M as me. Marina M.

  6. Marina M

    No. Ma avendo vissuto molto. E avendo sognato molto. Forse sarebbe potuta andare anche peggio. Allora meglio continuare a vivere. E sognare. Che ad avere rimpianti si è sempre in tempo e non fa mai bene. Mai fermarsi. Sia questa la vita che sognavamo oppure no. Un abbraccio da chi ha percorso un decennio di strada più di te. E un grazie perché le differenti prospettive sono a loro modo punto di arrivo o di partenza o di semplice preziosa riflessione e condivisione. M as me. Marina M.

  7. Amalia

    Mi piace, mi piace guardarla attraverso le tue parole. Mi piace vivere e sapere che esistono meraviglie come te, e che un giorno, magari, incontrerò.

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