UN PASSO OLTRE (UN PASSO E UNA CIAMBELLA)

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Il confine – labile – tra la realtà e quel mondo virtuale, che basta allungare un dito sullo schermo dell’Iphone per calarcisi. E’ lì che viviamo noi, in equilibrio instabile tra ciò che abbiamo scritto da qualche parte in una qualche chat e ciò che avremmo voluto dire ma poi siamo rimaste in silenzio. Una terra di mezzo, sospesa come i nostri piedi a metà strada tra il pavimento freddo e il letto sfatto del lunedì mattina, dove le cose hanno un profumo e una dimensione che solo se chiudiamo gli occhi e lasciamo scorrere l’immaginazione possiamo sentire e toccare.

Lì dove le peonie non conoscono stagione. Le ciambelle riescono sempre con il buco. E le storie finiscono ancor prima di essercisi baciati, per davvero e senza saper dire bene il perché.

A limite tra una foto di Pinterest e l’immagine di noi riflesse nello specchio con la matita nera che inevitabilmente, superata la mezzanotte si scioglie. Tra una emoticon a cui affidiamo i nostri vorrei e la capacità che ancora abbiamo di ridere, lasciando cadere la testa all’indietro In maniera scomposta perché non si può sempre essere educate. Eppure basta poco per salvarci, per sentire e ascoltare e toccare e credere e volere. Un passo piccolo, occhi chiusi e coraggio stretto nelle mani. Un passo a piedi nudi per lasciarsi andare come marmellata di lamponi su una fetta di pane imburrata. Per osare quel pantaloncino che non abbiamo il coraggio di mettere, per ballare smorfiose proprio come in quelle foto che tanto ci piacciono, per pronunciare quelle parole che forse dette e non scritte nere su bianco con una voce ad accompagnarle e un paio di occhi  possono fare un altro effetto. Per non passare per codarde, nei confronti della vita. La leggerezza di lasciar sciogliere una pallina di gelato sulla torta calda e di lasciar freddare il caffè perché abbiamo da raccontarci, intanto. Un passo per sentire franare il terreno sotto i piedi e accorgerci che non dobbiamo aver paura perché quel vuoto sotto i piedi è semplicemente ciò che c’è al di là, di quella foto perfetta (lì dove la gravità non esiste) Un passo piccolo per provare a prenderci davvero ciò che vogliamo che nessuno – a parte Mark Zuckerberg – c’è mai riuscito stando tutto il giorno a scegliere il font per un messaggio d’amore. Un passo piccolo in una giornata come quella di oggi: apparentemente anonima. Un passo e un bicchiere di vino rosso al tramonto e nessuna domanda a parte quella “Ora sono dove vorrei essere?” Un passo piccolo per superare il limite. Svelarci e spogliarci e mostrarci. Esponendoci. Un passo a costo di perdere l’equilibrio.

E sticazzi che a me la ciambella riesce sempre storta.

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7 Comments

  1. Vittoria

    Ieri sera per la prima volta in vita mia (ventun anni domenica, ma è uguale) ho messo le mani avanti con un uomo che sto vedendo (rockettaro, sesso formidabile e un bel po’ più grande di me) e mi sono giocata non solo una notte dolcemente insonne ma anche una giornata di mare. Quindi forse meglio un passo avanti per inciampare, incassare ma imparare, che stare ferme e non vivere la vita.
    Un bacio

    Vittoria from 5 IN THE MORNING.

  2. Carola

    diciamoglielo, occhi negli occhi ed imbarazzate il giusto; di fronte ad un caffe’ ormai freddo od un bianco ormai riscaldato.
    e chissene, se le ciambelle son storte e senza buco e con troppo zucchero 😉

  3. Emanuela

    Leggere le tue parole ha dato voce ai miei sentimenti, perché scrivere ci mette a nudo, significa svelare parte di noi a chi ci legge, significa farci conoscere e tentare di sciogliere ogni timidezza…
    … Ed anche se alla fine dei conti il risultato non è quello sperato l’ importante è essersi lanciate!!

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