#LITTLESNOBSHOPPING. ZARA: ISTRUZIONI PER L’USO

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Andrò controcorrente lo so. E mi preparo ad essere smentita. Ma io sono una di quelle che da Zara compra tutto, tranne ciò che è basic.
Cioè: qualche pantalone usa e getta in lavatrice di quelli che si stirano con la sola forza del pensiero per andare a lavoro li ho anche io nel mio armadio. E qualche camicia bianca di cotone leggero da arrotolare dopo l’uso in valigia. E qualche cardigan nero da dimenticare su un taxi di Pechino una notte di pioggia anche. Ma generalmente da Zara preferisco comprare qualche pezzo un po’ più strong. Che dia un po’ più nell’occhio. Escludendo le mere copie che come certi uomini incarnano il diktat del “vorrei-non-vorrei-ma-se-vuoi”. Non capita spesso ma a volte si trovano quei pezzi che sembrano capitati da Zara quasi per caso.

Ad esempio il mio cappottino maculato (di un paio di inverni passati conservato manco fosse un Balmain fatto su misura delle mie spalle e delle mie tette). O il completo pantalone e maglietta a fiori su sfondo blu portato a casa qualche giorno fa. O il pantalone di seta stampata che pare uscito dal suk di Marrakech trovato in saldi l’anno scorso (dopo essermi fatta sfuggire il pigiama con disegni Made in China – in tutti i sensi – che era #ciaoproprio).

Quindi se posso permettervi di darvi un consiglio dimenticatevi quel nero acrilicoso e lucidino. I blazer con i bottoni di plastica. Il finto vestito di Celine. E il sandalo – nero as usual – a listini che segherebbe anche la caviglia di Miranda Kerr. E cercate qualcosa di meno anonimo. Di quelli da una stagione e via. Che poi come certi uomini – a volte – ti sorprendono. Rivelandosi per qualcosa di più e di meglio.

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14 Comments

  1. Claudia

    Cara carissima Alessandra,
    sei una delle poche blogger che mi piacciono per via del tuo inconfondibile e raffinato stile nella scrittura, ma stavolta sarò la prima a smentirti. Insomma, le agazze normali – studentesse o con lavori precari – ma non per questo prive di gusto e meno innamorate della moda, comprano da Zara e da altri brand low cost, o emergenti, e non possono – davvero non possono – avere un “vero Cèline” e in fin dei conti forse nemmeno interessa loro averlo. Dunque, dire che ANCHE TU hai pantaloni e maglie basic nell’armadio (salvo poi sottolineare che – a differenza delle comuni mortali che (pensa!) li indossano – li dimentichi a Pechino) è davvero troppo snob e anche un po’ antipatico.

    1. Alessandra Airo

      Claudia cara, temo non ci si sia intese. Il Celine (pace all’anima sua) non posso permettermelo nemmeno io. Ma piuttosto che comprarne una copia made in Zara tra quelli stessi scaffali cerco qualcosa che non abbia una pseudo firma e per di più fatta male. Quanto ai basic opto per Stefanel più volentieri, ad esempio. O per Massimo Dutti. Quanto alle dimenticanze su un taxi capitano a tutte.
      Salvo poter sospirare “Per fortuna: era di Zara” (anche se così belli come quello lasciato lì non ne hanno ancora rifatti!!)
      Baci&abbracci, senza snobismi.

  2. Peach

    Ti do ragione, anche se quei cardiganini neri o color sabbia sono sempre lì che ti guardano con quegli occhi tondi dei nove del 9,99…e tu li porti a casa pensando di non aver mai avuto così tanti maglioncini per la primavera, e poi man mano che li lavi uno ad uno ti salutano, con le braccine sempre più corte a ricordarti ti quanto sia stata avara a volerne così tanti ad un prezzo così baso…

  3. martina

    Ahah! Io ho ormai ho imparato, ci ho messo anni ma ce l’ho fatta: pochi ma buoni. E i buoni devono per forza essere i basics, perché una giacca nera che cade bene la useremo per sempre, un jeans skinny che ci solleva il sedere a perfezione idem, benediremo il cielo per quei pantaloni neri che ci fanno sembrare acciuge.
    Dai pezzi forti capitati da Zara per caso ;-), ci aspettiamo unicamente di non passare inosservate senza spendere una fortuna, servono per questo ed è per questo che li amiamo!

  4. Viky

    Mi sa che per uscire dall’anonimato con Zara non ci sono tante possibilità, dello stesso capo che sia stravagante o basic se ne trovano N elevato N copie nel mondo se poi ci aggiungi che il suo obiettivo è proporre riproduzioni di grandi firme a basso costo non c’è via di scampo, magari quel blazer che sembra tanto unico e originale è la brutta copia di Z&V, Sandro o Celine…. a volte bisogna scendere a compromessi!
    Ciao! Viky – MySecretFashionPoison

  5. Cecilia

    Bene. Io compro da Zara esattamente nello stesso modo. I basici preferisco averli di qualità impeccabile e mi sfogo su Zara per la moda e le follie. Ma, soprattutto, evito di portarela in total look, se ben mescolato con cose diverse, può ingannare l’occhio più esperto ( e mi è successo)!
    Cecilia
    Modeskine

  6. caterina

    è vero ai capi basic non potrei mai rinunciare, più di un tubino nero ho nell’armadio che fa compagnia ad una serie di camice bianche.
    ma a volte quando non vuoi essere elengante devi essere almeno stravagante, niente via di mezzo. Colori, fantasia e quel capo pazzo che mi fa “osare per sentirmi diversa” e faccio attenzione quando per caso da Zara ne intravedo qualcuno.

  7. Veronica Dusi

    Nella vita credo che la cosa più snob sia dire ad un ‘altra donna che è snob… Detto questo cara Alessandra il tuo post come sempre è bellissimo e come tutte credo che zara ci offra tantissimo ma per il sogno serve altro come tu hai cercato di spiegare tra le righe ! #unica Kiss

  8. Lovi

    Cara Ale,
    sono sempre io..”quella-che-lavora-da-Zara”. Ebbene, sacro santa veritá la tua e astuzia. Perchè alcuni capi, anche quelli “basici”, sono basici allo stesso modo per cui nell’errore di non riconoscere il vero, uno Zara basic almeno ti fá risparmiare un bel po’ di soldini e ti fá fare una gran bella figura. Non parlo ovviamente del maglioncino a 9.95 ma di quel vestito a tubino o di quella longhette nera e camicia bianca alla Audrey Hepburne e Maison Valentino che mi dispiace, ma al fisico e al carisma nel saperlo portare si deve tutto, non ad un’etichetta.
    Ma che tu sia un’intenditrice Zara oltre che oramai assidua-visitatrice (saprai sicuramente che riceviamo i capi il giovedì e la domenica 😉 ) lo si evince dal fatto che hai capito il segreto di quei pochi fantastici capi che, per quanto prodotti da un Fast-fashion quale Zara, non ne vengono prodotti in quantitá esagerata (finiscono subito e pur di averli anke se vesti una xs compri una m), hanno un costo lievemente più alto alla media, hanno una vestibilitá particolare e “osano”.
    A riprova del fatto che bisogna aver gusto e carattere per portare un capo con stile. E in questo tu sei maestra.
    Bravissima!
    Come sempre.
    p.s.
    cmq il cappottino maculato ce l’ho anch’io..ed una M..
    ;-)))

  9. elisa

    care, comprare da zara (o altri marchi low cost)è meglio che una seduta dallo psicanalista. Entri dentro e inizi a guardare provare,giocare,immaginare ,osare….non potresti in nessun altro negozio con le commesse con il fiato sul collo che ti seguono ad ogni passo. Esci e sei bella tranquilla con il tuo sacchettino.!!! Detto questo anch’io preferisco i capi strong e vado matta per i capi “scovati” per caso magari alla fine dei saldi.

  10. kate

    No no sorry, io invece penso il contrario. Da Zara preferisco comprare il Basic, che non si riconosce intendo una semplice maglietta bianca, pantalone nero o jeans, un short in pizzo… il capo strong di Zara lo si riconosce subito, ci vanno tutti da zara! Quindi se devo spendere più di 50€ per un capo preferisco spenderli per un marchio valido. Saluti!

  11. elisa

    kate, può essere un atteggiamento corretto. Ma lo strong di “un marchio valido” che ti fa spendere più di 5o euro….è sempre comunque un “marchio” dello stesso genere di Zara e quindi riconoscibilissimi(boutique monomarca nate come funghi tutte uguali nei nostri centri cittadini….evito i nomi per correttezza….

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