ROOFTOPROOFTOP

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It’s just a matter of perspective.
That famous glass half full or half empty, if you know what I mean. Nothing else.E’ tutta una questione di prospettiva.
Il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto per intenderci. Null’altro.

Angoli.
Punti.
Frammenti di spazio e di tempo che si intersecano.
Intrecci.
Una luce che riflette in maniera diversa, sul bordo di quel bicchiere. E tutto cambia.

(Spostandoti un po’ più in là. Cercando di non perdere l’equilibrio mentre come una bambina ti metti in punta di piedi per vedere un po’ più lontano l’orizzonte e ciò che c’è dopo. Alzando gli occhi dall’Iphone e dal micro cosmo che racchiude. Provando a staccarti da tutto quello che ti circonda e che un attimo prima – solo un attimo prima – ti sembrava assolutamente indispensabile. Allontanandoti anche da quel bicchiere se necessario. Tentando di non dare ad ogni domanda la prima risposta che ti viene in mente, perché ci sono infinite possibili risposte a quella stessa domanda e a volte – invece  – nemmeno una. Chiudendo gli occhi ed immaginando di non sentire il tuo profumo, il tuo respiro e il tuo pensiero. Come se non fossi tu. Ascoltando, non solo le voci ma le storie)

A volte bisogna andare altrove per vedere meglio (anche solo quel bicchiere).
E allontanarsi per poter tornare.
A chi non ha paura di quel bicchiere.

(Playlist – What is this thing called love – Editors)

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Angles.
Points.
Time and space’s fragments that weave together.
Twines.
A light that reflects in a different way, on the edge of that glass. And everything changes.

(Moving towards there. Trying not to lose balance while, like a child, you stand on tiptoe to see the horizon a bit further and what’s beyond that. Looking up from the iPhone and from the microcosm that’s in it. Trying to move yourself away from what surrounds you and that a minute earlier – just a minute earlier – it seemed to be totally needful. Pulling yourself out also of that glass, if necessary. Trying not to answer every question with the first thing that comes up in your mind, because there are a million of possible answers to that questions, while sometimes – instead – not even one. Closing your eyes and imagining not to smell your scent, your breathe and your thought. As if you’re not yourself. Listening, not just voices but stories)

Sometimes you need to go further to see better (even just that glass).
And moving away to then get back.
To those who are not afraid of that glass.

(Playlist – What is this thing called love – Editors)

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4 Comments

  1. Lulu

    Ho letto la prima frase del post. Ho respirato profondamente, ed ho chiuso tutto.
    Ho ripreso fiato, lentamente e profondamente ancora, ed ho letto, come sempre, tutto d’un fiato. E sul finale, ho versato quelle lacrime che ormai scendono incontrollabili sul mio volto un po’ troppe volte.
    La verità è una cosa semplice, a portata di mano, a portata di parole. Ed è proprio vero che bisogna andare altrove per vedere meglio, bisogna allontanarsi per poter tornare.
    Grazie, infinitamente. Perchè con le tue parole sei sempre avanti ai miei pensieri, mi fai riflettere, mi calmi, mi tranquillizzi. E riesci anche a darmi speranza.
    Grazie, infinitamente grazie.

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