LEGGEREZZA. CURIOSITA’ E NESSUN BLACKBERRY TRA LE MANI.

tumblr_mzgbq7QU6L1qazha9o1_1280Uno dei principali ostacoli contro cui, chi fa un lavoro come il mio, ogni giorno deve scontrarsi non è la crisi. I tempi non maturi di un Paese dove di maturo c’è solo l’eta della classe dirigente. Le aziende che non pagano e quando lo fanno è sempre troppo poco e in netto ritardo.


No, uno dei principali ostacoli sono quelli che ti guardano e ti dicono “Perché tu lavori?” “No – mi verrebbe da rispondere – le bollette le pago con una fornitura dell’ultimo ritrovato scientifico contro la ritenzione idrica all’impiegata delle Poste”.

Quelli che sono troppo presi dalla riunione con il boss, dalla conference call con Milano, dal meeting con il partner e ti guardano con gli occhi carichi di compassione perché tu mai potrai comprendere a pieno il peso dei loro problemi. Quelli che perdono la percezione dell’altrui lavoro solo perché ha ad oggetto ciò che è – apparentemente – leggero. Quelli che è normale che io te le trituri per sei settimane con la paturnie della collega del terzo piano che mi guarda storto durante la riunione indetta per scegliere il regalo per il prepensionamento della stagista del piano terra interno 642 ma tu non puoi permetterti di dire che sei stanca o preoccupata o in ansia, perché tu non lavori. Al più, nelle giornate pesanti: giochi. Quelli che “tu sei fortunata perché non hai nessuno a cui dar conto”: gli stessi che senza un mastino che gli strilla sul collo non sarebbero in grado di avere l’autonomia necessaria nemmeno per andare in bagno, a fare pipì, intendiamoci.

Quelli. Perché io non salverò il mondo a colpi di smalti e tacchi questo è certo. Ma mi duole comunicarvi che non lo farete manco voi, con un file excel.

(Quindi rilassatevi. E imparate – da questo mondo leggero – quanto importanti possano essere la curiosità e il coraggio e il rispetto per l’altrui lavoro, perché contro la vostra ignoranza la segretaria del secondo piano interno 871 o il vostro Blackberry aziendale ultimo modello non potranno fare molto).

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14 Comments

  1. Marianna

    Potremmo parlare di rispetto, di professionalità, di educazione civile. Di snobismo, di complesso di superiorità (o di inferiorità).Ma , generalizzazione per generalizzazione, la verità in fondo e’ una. Rosicano.

  2. antonella

    Perché io non salverò il mondo a colpi di smalti e tacchi questo è certo. Ma mi duole comunicarvi che non lo farete manco voi, con un file excel. FANTASTICA…posso stamparla e attaccarla sopra il mio pc? ovviamente che sia ben visibile a tutti..!

  3. Anna

    Non sempre sono d’accordo con quello che scrivi, stavolta mi hai proprio colpito. Sottoscrivo pienamente: il rispetto per il lavoro altrui (qualunque sia il lavoro) è sacrosanto.

  4. MAri

    Hai ragione..ogni lavoro ha la sua dignità/i suoi momenti no/ la sua stanchezza!TUTTI INDISTINTAMENTE! Il mio pensiero corre a chi dice( dopo una giornata lavorativa “io sono stanco/a..ho lavorato!”..io invece vita da Onassis, vero???

  5. ale

    c’è da dire che esiste una certa differenza tra chi ha le punte dei capelli stressate perchè tra una sfilata e l’altra a Milano tirava troppo vento e lo stress di chi ha le mani rotte a scaricare casse di frutta o di chi simette davantia una catena di montaggio senza avere la certezza di poterle pagare le bollette a fine mese… io qui rivendico il loro diritto al giramento di palle… almeno questo lasciatecelo. Detto qusto il tuo lavoro lo fai splendidamente bene, ed è un piacere leggerti, a volte le palle mi girano un po’ meno..

  6. Silvia

    Beh, i lavori non sono tutti uguali e ogni lavoro hai il suo carico di “stressature”, sicuramente diverse per ogni tipologia di impiego.
    Per quanto mi riguarda lavoro in ufficio e anche se certi giorni manderei tutti a quel paese ribadisco in continuazione che mi sento fortunata rispetto ad altre situazioni.
    In tutto questo però io no ho capito: che lavoro fai? Non è una provocazione eh, volevo sapere se hai un altro lavoro oltre a quello di blogger o ti riferivi a quello.

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