IL VANGELO SECONDO ALESSANDRA – COSE DA INSEGNARE A MIA FIGLIA

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Non metterti mai a discutere con una donna il cui reggiseno contiene il 75% di poliestere.

Lascia le selfie in bagno con vista mattonelle e sciacquone alle altre. E se toilette deve essere che ci sia uno specchio degno di questo nome, una vasca piena di bollicine e nemmeno l’ombra di una luce al neon. O tu molto sfatta e con una pelliccia ecologica leopardata che fa sempre molto Kate.

Della serie, a volte noi donne ce le andiamo a cercare. Lei a lui “Tu con me vuoi solo divertirti”. Come se nei rapporti umani ci fosse l’obbligo di sedersi uno di fronte all’altro, al tavolo di un ristorante, e annoiarsi.

Della serie Gli uomini non ci capiranno mai (ma la colpa forse non è solo la loro): lei a lui “Le scarpe le prendo comunque. Mi piacciono troppo anche se già so che non le metterò mai. Ma le voglio avere”.

Alcuni non sono proprio raccomandabili, ok. Ma le donne munite di gambaletto velato indossato con ballerina di fiocco di raso munita gli uomini che rispondono, via whatsapp, con tre ore di ritardo – con una emoticon – se li meritano. Anzi, li ringraziassero pure.

L’ananas a fine cena va bene a una tavolata di sole donne il martedì sera avente ad oggetto – Seduta psicoterapeutica di gruppo. Non a un primo appuntamento con un uomo.

La vita è troppo breve per non lavarsi i denti, non credere nei miracoli, non mangiare donuts, non  indossare biancheria di seta. Tu goditela: sempre e tanto (e ricorda: fino a quando c’è un unicorno rosa c’è speranza)

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