CARO AMORE DI MAMMA – DA DONNA A DONNA

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(Perché noi siamo per la parità, e dopo l’edizione maschile ci stava tutta, anche questa)

Caro amore di mamma.

Essere donna è un gran casino. Un casino che va al di là della tua fervida immaginazione di bambina e di ogni pasticcio in cui potrai andarti a cacciare. E non saranno pochi ne sono certa. Un vero e proprio lavoro, probabilmente quello più impegnativo che ti troverai a fare, e ne farai tanti ne sono certa. Perché sarai irrequieta come lo sono io. E perché sarai curiosa come lo sono io. Ed essere una donna irrequieta e curiosa se possibile è anche peggio.

Vorrei poterti augurare – perché gli auguri servono sempre – come fossimo dentro la pellicola a colori del Grande Gatsby, “di essere stupida: perché la cosa migliore in questo mondo, per una ragazza, è essere una bella oca giuliva“. Ma non lo farò, perché mentirei a me stessa e cosa più importante a te. E così cercherò di essere sincera. Vorrei poterti augurare di avere le tette. La cui bellezza ora forse ti sfugge ma che saprai apprezzare, un giorno forse. E che forse sapranno apprezzare gli uomini che incontrerai. Sempre che in questi due decenni scarsi le cose migliorino quanto ad evoluzione della specie. Vorrei poterti augurare di avere nervi saldi e cuore caldo, perché ti serviranno entrambi e non solo quando di venerdì sera strillerai isterica davanti al tuo armadio. Vorrei poterti augurare di innamorarti di qualcuno che ti ami. Magari che abbia la barba, le braccia tatuate e la moto, come piace a me. Di stare alla larga dagli stronzi o presunti tali che altro non sono – ma questo lo capirai probabilmente dopo aver pagato due anni di mutuo per la villa al mare al tuo psicoterapeuta – che uomini non innamorati. Vorrei poterti augurare di non dover spendere tre quarti dei tuoi soldi e del tuo tempo dall’estetista. Che immancabilmente disdirà l’appuntamento a ventiquattrore dal tuo di  appuntamento con quello con la barba, le braccia tatuate e la moto, millantando una influenza, che dico io: vuoi prendertela un po’ di vitamina C a metà gennaio durante il picco dell’epidemia? Eh. E vorrei poterti augurare di avere la saggezza di resistere – in quel preciso istante – alla tentazione del rasoio, a crudo. Cazzo: una doccia calda, almeno. Vorrei poterti augurare di avere la forza  di non credere a chi ti dirà che l’amicizia tra donne non esiste: esiste e tutte le tue zie che si aggirano ad orari improbabili per casa ne sono la prova. E di non credere nemmeno a chi ti dirà che l’amicizia tra un uomo e una donna non esiste per il sol fatto che il tuo compagno di banco del liceo una sera, ubriaco di birra, cercherà di metterti la lingua in bocca. Esiste anche quella e può essere straordinaria.

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Vorrei poterti augurare di imparare a parcheggiare la macchina in maniera dignitosa. Di non cedere al fascino perverso dell’abbronzatura selvaggia. E di non farti mai la frangia perché al primo soffio umido di scirocco finiresti in lacrime sul divano di casa minacciando di farla finita. Vorrei poterti augurare di avere la fermezza di controbattere a chi crede che la soluzione siano le quote rosa, di avere gambe lunghe o piedi dediti al sacrificio di un dodici centimetri senza plateau. Di avere un metabolismo che possa sopportare il gelato alle tre di notte, stesa sul letto, in pigiama, mentre fuori piove e lui – lo stronzo – non chiama. Di avere la rettitudine per non cedere ad alcun compromesso, mai. Vorrei poterti augurare di avere il buon gusto di preferire Adam Levine a Justin Biber. Di non essere invidiosa di niente e nessuno e se proprio devi che tu possa esserlo dell’altrui intelligenza e non degli altrui soldi. Vorrei augurarti di cantare De Gregori e ascoltare gli XX e ballare qualunque canzone. Di saperti prendere cura di te e delle persone che ti vorranno bene. Di non trovarti mai nella condizione di dover scegliere tra la famiglia e il lavoro. Di fottertene dei buoni propositi e delle malelingue: lascia entrambi alle belle oche giulive. Così come gli uomini tirchi e privi di ironia. Vorrei augurarti di avere whatsapp intasato di foto di amiche che ti chiedono se la gonna nera di pelle è meglio del vestitino bianco di pizzo perché la solitudine è meravigliosa, solo quando è la scelta di una sera pigra. Di avere mani da pianista e la delicatezza d’animo per saper apprezzare le cose belle, e piccole. Di non vederti mai partecipare a nessun programma gastronomico: non potrei sopportare l’onta di avere una piccola Benedetta Parodi in famiglia. Vorrei augurarti di essere una di quelle stronze con i capelli perennemente perfetti, anche a ferragosto nel cuore della laguna. Di sbattere la testa contro il muro, talmente tante volte da abbatterlo quel muro – e di tornare a casa con le ginocchia sbucciate e la camicia sporca di gelato al cioccolato.

Vorrei ma non lo farò. Perché l’unico augurio che ti faccio è quello di avere il coraggio di essere una donna.
E di avere la lungimiranza di non tatuarti mai un tribale sul sedere.

Con tutto l’amore che c’è.

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27 Comments

  1. sara

    grazie per queste splendide parole…..ti auguro di realizzarlo un giorno questo sogno, perché si alza dolcissimo tra le splendide parole che scrivi….te lo auguro davvero perché saprà lenire le ferite (credimi!) e la tua simpaticissima autoironia di salverà dalle notti in bianco che nessun correttore potrà coprire…..ma quegli abbracci, nel silenzio della notte saranno la miglior cura di bellezza…..te lo auguro, un giorno ….e che bimba sia.
    Con affetto
    Sara

  2. Mirco

    Non dico come papà (che il fato me ne scampi almeno per un altro po’), ma come uno zio che si incontra alle feste di famiglia ed ogni tanto per strada, mi permetto di parlare a quella principessina di tua figlia, sperando di dare qualche giusto consiglio. Una volta incontrai una Donna. Una Donna con la “D”, la “O” e tutte le altre lettere che compongono quella fantastica parola, maiuscole. Una persona dal carattere forte ed indipendente ma dalla tremenda fragilità ed il forte bisogno di un supporto. Perchè è inutile fare giri di parole, così bisogna che siate e così ti auguro di essere. Sii forte ma cerca aiuto quando ne senti il bisogno, temi il futuro ma sii coraggiosa ed affronta la vita a muso duro perchè lei, la vita, non avrà scrupoli. Sì, fa’ come dice la mamma, innamorati di un tipo con i tatuaggi (non troppi però), la barba (corta e curata) e la moto, innamorati perdutamente, ma ricordati dei sacrifici che l’amore comporta e sii pronta ad affrontarli. Quando poi sarai cresciuta, sarai andata all’università e ti sarai perdutamente innamorata di uno così, fallo soffrire ogni tanto, quanto basta, soprattutto se vive lontano, ma poi torna da lui perchè se ci sarà ancora un “lui” da cui tornare, probabilmente è quello giusto. Non tradire, che non c’è cosa più squallida che tradire la fiducia e spargere bugie. Sii disposta a trovare sempre una via di mezzo, perchè come dicevano qualche anno fa, “in medio stat virtus” e diffida, anzi scappa, da coloro che non faranno lo stesso. Non dar retta a chi ti dice “fidati”, e fidati di chi ti dà retta. Và a teatro ogni tanto e ascolta anche il testo delle canzoni. Emozionati per un regalo, che sia un cd od un anello, ma emozionati, perchè se c’è amore in quel gesto, e ti assicuro che lo noterai, non ti è stato regalato un oggetto, ma un pezzo di anima. Dà una seconda, una terza ed una quarta possibilità, ma non farti prendere in giro, occhio a non esagerare però e non credere di avere sempre ragione perché sarai pur sempre una donna, ed è possibile che tu cada in tentazione.

    Fa’ che la mamma ogni tanto ti ammonisca con un “te lo avevo detto io”, perché non ci sono migliori insegnanti delle cicatrici e ricordati che se avrai mai bisogno, qui c’è sempre uno zio disposto ad ascoltare.

    Un bacione grande.

    ps anche se non troverai mai nessun maschio che ti dica di non farti il tribale sul sedere, cerca l’uomo che ti dica solo una volta “ma sei proprio sicura di volerlo fare?”

  3. Mirco Romano

    Non dico come papà (che il fato me ne scampi almeno per un altro po’), ma come uno zio che si incontra alle feste di famiglia ed ogni tanto per strada, mi permetto di parlare a quella principessina di tua figlia, sperando di dare qualche giusto consiglio. Una volta incontrai una Donna. Una Donna con la “D”, la “O” e tutte le altre lettere che compongono quella fantastica parola, maiuscole. Una persona dal carattere forte ed indipendente ma dalla tremenda fragilità ed il forte bisogno di un supporto. Perchè è inutile fare giri di parole, così bisogna che siate e così ti auguro di essere. Sii forte ma cerca aiuto quando ne senti il bisogno, temi il futuro ma sii coraggiosa ed affronta la vita a muso duro perchè lei, la vita, non avrà scrupoli. Sì, fa’ come dice la mamma, innamorati di un tipo con i tatuaggi (non troppi però), la barba (corta e curata) e la moto, innamorati perdutamente, ma ricordati dei sacrifici che l’amore comporta e sii pronta ad affrontarli. Quando poi sarai cresciuta, sarai andata all’università e ti sarai perdutamente innamorata di uno così, fallo soffrire ogni tanto, quanto basta, soprattutto se vive lontano, ma poi torna da lui perchè se ci sarà ancora un “lui” da cui tornare, probabilmente è quello giusto. Non tradire, che non c’è cosa più squallida che tradire la fiducia e spargere bugie. Sii disposta a trovare sempre una via di mezzo, perchè come dicevano qualche anno fa, “in medio stat virtus” e diffida, anzi scappa, da coloro che non faranno lo stesso. Non dar retta a chi ti dice “fidati”, e fidati di chi ti dà retta. Và a teatro ogni tanto e ascolta anche il testo delle canzoni. Emozionati per un regalo, che sia un cd od un anello, ma emozionati, perchè se c’è amore in quel gesto, e ti assicuro che lo noterai, non ti è stato regalato un oggetto, ma un pezzo di anima. Dà una seconda, una terza ed una quarta possibilità, ma non farti prendere in giro, occhio a non esagerare però e non credere di avere sempre ragione perché sarai pur sempre una donna, ed è possibile che tu cada in tentazione.

    Fa’ che la mamma ogni tanto ti ammonisca con un “te lo avevo detto io”, perché non ci sono migliori insegnanti delle cicatrici e ricordati che se avrai mai bisogno, qui c’è sempre uno zio disposto ad ascoltare.

    Un bacione grande.

    ps anche se non troverai mai nessun maschio che ti dica di non farti il tribale sul sedere, cerca l’uomo che ti dica solo una volta “ma sei proprio sicura di volerlo fare?”

  4. Claudia

    ti ho scoperta da poco.
    accidenti se scrivi in una maniera meravigliosa.
    nei tuoi pensieri mi sono rivista praticamente in ogni riga…
    sarebbe bello avere un amica come te 🙂

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