Un paio di pump e una dozzina di aspiranti harleysti

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“Un uomo ottimo sulla carta è un uomo con ottime credenziali che di solito si lascia per uno più sexy, con la moto e senza conto in banca”.

Per le scarpe, a pensarci bene, non è molto diverso.

Perché le scarpe come gli uomini si scelgono con la pancia e con il cuore. E non di certo con la testa. Analisi di benchmark – nazionale e non – whatsappate con le amiche che di certo facevamo prima a farci un weekend insieme alle terme, videochiamate notturne che finiscono all’alba. Pianti. Gole essiccate per il troppo parlare. Mozziconi di sigarette. Hagen Daaz come se non ci fosse un domani. O se ci fosse sarebbe novembre inoltrato nell’inverno più piovoso degli ultimi decenni. E poi quando arriva il momento di giocarti tutto punti quel che ti resta (e anche la strisciata della carta del prossimo mese) su quel paio di sandali dodici centimetri giallo limone di costiera. E su quel paio di occhi neri.

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Ecco, io passeggio per le strade di una Roma inondata di sole e di turisti e di aria versione Rowenta con il mio bel sacchetto sotto il braccio. Ed è questo a cui penso. Alle correlazioni tra l’acquisto di un paio di pump nuove e la scelta degli ultimi non-fidanzati di almeno tre generazioni di donne. E la conclusione a cui giungo è che siamo delle stronze. Noi e le nostre interminabili collezioni di sandali agrumati. E di aspiranti harleysti – che poi diciamocelo: al più questi guidano un vespino. Le prime acquistate credendo sempre alla stessa bugia “sono comodissime, vedrà”.  Si. Certo. Per fare il tragitto tavolo-bagno. Solo andata. I secondi lasciandoci trascinare dalla consapevole ingenuità del “con te sarà diverso”. E se così non è mai stato fattela una domanda e dattela una risposta. Io passeggio per le strade di Roma e penso al nostro lamentarci per le serate trascorse a casa a rimettere in ordine cromatico la scarpiera (verrà prima il rosso vivo o il magenta inchiostro? Bah). Attendendo il rombo di una moto. E più cammino e più ci penso. E più ci penso e più mi convinco del fatto che in fondo è giusto così. Perché quel mezzo tacco cuoio perfetto con tutto e tutto il giorno non ci rappresenta. Perché siamo speciali e vogliamo scarpe all’altezza dei nostri sogni. Perché è la nostra natura e la natura non deve essere tradita se si vuole essere felici. E la differenza tra un uomo e una donna è questa. Voi comprate fanta-centrocampisti con fanta-milioni al fanta-mercato. Mentre sognate una Harley parcheggiata in garage.

Noi compriamo scarpe. Giallo limone. E lo facciamo con il cuore.

15 Comments

  1. arlia

    Sono fedele all’uomo di fascino (che può anche avere “ottime credenziali”) tanto quanto alle scarpe (che, a differenza degli uomini, non sono mai abbastanza).
    Sono fedele alla mia natura e al numero infinto di scarpe, che dispongo rigorosamente in gradazione di colore … sarà per questo che sono felice!

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