ACCADE CHE.

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C’è un istante.
Ed uno soltanto.
Una minuscola frazione di tempo. In cui accade.

O almeno per me è così.

L’istante in cui smetti di pensare: alle cose che dovevi fare venerdì e che secondo uno dei miei mantra del cuore non hai chiaramente fatto perché mai fare il venerdì pomeriggio quello che puoi tranquillamente fare il lunedì mattina. All’agenda, a quel messaggio, al frigo deserto, alla pila di cose da stirare che faccio fatica a trovare la porta d’ingresso del bagno in quella tana del bianconiglio che è la mia casa. In cui non guardi più l’orologio perché in fondo quell’istante potrebbe essere collocato su una qualunque porzione di spazio sul quadrante al tuo polso. L’istante in cui inizi a respirare, davvero: con consapevolezza. Riempi i polmoni e quell’aria ha in sé qualcosa di noto, conosciuto e familiare, e allo stesso tempo il fascino perverso dell’inesplorato. La bellezza della libertà. In cui ti guardi intorno e semplicemente te ne freghi. Della piega che ti sei giocata due ore prima complice l’aria umida intrisa di estate e di musica. Dei piedi nudi – e sporchi – sull’asfalto. Del mascara che a te non regge nemmeno tre ore a sei isolati da casa, figurati una notte intera comprensiva di cornetto e cappuccino in mezzo al mare. L’istante in cui ti senti sola, così come dovrebbe essere la solitudine. Piena. In cui percepisci la semplicità. E se ci presti attenzione ti sembra quasi di sentire delle note, in lontananza. In cui metti da parte la tua vita virtuale per vivere, davvero: senza Facebook, Twitter, il combinato disposto di Linkedin e Instagram. Ah, e WhatsApp.  Una minuscola frazione di tempo in cui sgranchisci le ambizioni e le percezioni, in cui accantoni le distorsioni degli specchi e dei nostri limiti. In cui smonti i paletti e le infrastrutture che tengono su le nostre giornate, come quei push-up che promettono, e mantengono solo agli occhi più distratti, tre taglie in più. In cui dimentichi la meta e ti godi solamente il viaggio.

Qualunque esso sia. Verso la tua camera d’albergo, in una notte di luglio a Capri. O verso un punto indefinito, oltre l’orizzonte.

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(CREDITS – Little Plastic Horse – Le Fashion – Tumblr)

7 Comments

  1. arlia

    deve essere l’effetto del potere magico dell’Isola (la sola con la I maiuscola) … e di quegli “scoglietti” che ti riconciliano con il mondo! e che lunedì sia se il we è stato caprese

  2. Carola

    Frammenti di bellezza.sulla solitudine piena e sullo switch off obbligatorio.
    Un istante grandioso,grazie Airo’.
    C

  3. rosa

    Ricordarsi che lasciarsi andare non significa perdersi del tutto… anche se a volte non ci sarebbe nulla di male… in effetti, che bella sensazione lasciarsi guidare solo da se stessi…(senza i social poi… che liberazione!)
    un abbraccio affettuso!
    Sei in gamba:)

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