Puoi. E devi.

Puoi stonare, un po’ come quando sei sotto la doccia e cerchi la nota giusta per sentirti un po’ Raffaella Carrà.
Puoi osare ed azzardare. Provare. Che in fondo è quello che dovremmo fare sempre e comunque. 
Puoi unire ciò che apparentemente un punto di unione non lo ha: che mica siamo bambini alle prese con un puzzle dove quel pezzo di cartone stampato ha un verso ed uno soltanto.
Puoi tentare e sbagliare. Perché sbaglierai questo è sicuro ma lo farai con leggerezza. Perché ci sono errori che non fanno male, ma sorridere si.
Puoi indossare un cilindro da prestigiatore la mattina alle otto, la collana sbrilluccicosa con quella tee comprata in Vietnam, la gonna lunga con le Gienchi, le righe ed i pois, il blazer leopardato sul vestitino di pizzo panna, gli anfibi sotto il vestito vintage di impalpabile seta verde oliva, la coulotte di raso cipria con la canotta da basket. 
Puoi e devi. Perché è per questo che sono fatti i vestiti. 
Per dare voce a tutte le nostre anime. 

Tutto il resto è solo una tendenza. 

(Stockholm StreetStyle – GaranceDore – LeFashion – Tumblr)

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