Ci sarà. E ci saranno.



Un risveglio lento, di quelli senza tempo e senza spazio. In una città che non è la mia. Ma che amo di quell’amore che si riserva alle cose che sai in fondo non ti apparterranno mai.
Una valigia da fare e da disfare che quasi mi mancava. Viaggiare.
La luce – quella sempre.
Un appuntamento dal tatuatore.
Capelli bagnati che sono pigra ad asciugarli e stare con l’accappatoio che mi avvolge le gambe sul letto in albergo mi fa impazzire.
La bellezza che a chi dice che non ce n’è in questo mondo vorrei fargliene vedere un po’ di quella che mi circonda.
Qualche emozione da rincorrere perché quelle non si fermano mai.
Il traffico. Le previsioni meteo. L’oroscopo. I capelli scompigliati dal vento, dal cappuccio della felpa, dal cuscino. I capelli in uno chignon fatto con le dita, un po’ così. 
Il cornetto integrale al miele.
Certi desideri che passano le stagioni, e le mode ma loro restano lì a guardarti con quegli occhi grandi come quello di una vasca con i piedini. E di una terrazza da cui si veda il mare.
Qualche sbadiglio, gli occhi stanchi e i piedi nudi tra l’ascensore e la porta che le scarpe sono già in mano. Il latte con il miele che senza per me non è notte. Una corsa dopo la giornata di lavoro quando hai voglia di staccare tutto, e non solo i piedi da terra, e di stancare il corpo oltre che la mente. L’odore delle cose nuove.
Piazza di Pietra, deserta.
Gli aeroporti che restano uno dei miei posti preferiti in assoluto. Cinematografici, romantici, frenetici e con quel velo di nostalgia che dovrebbero avere tutte le cose. E tutte le vite.
Il ghiaccio, sotto i piedi. E forse la neve.
Selah Sue e la sua Summertime nelle cuffie. Una camicia nuova con cui dormire.
La Torre Eiffel. Un vestito rubato all’armadio della nonna.

Ci sarà. E ci saranno.
Ed è solo lunedì.
(Tumblr)

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