LVIcons – Una Speedy a Parigi – parte III


Il viaggio continua.

Attraverso luoghi e oggetti che non sono semplici luoghi e semplici oggetti ma qualcosa di più.
Luoghi ed oggetti che rappresentano la parte di noi più vera e profonda, irrequieta e mutevole. Il nostro essere, tutti, nient’altro che viaggiatori. 
Luoghi ed oggetti che accompagnano il nostro spirito, lo stesso che ci porta a salire su un treno e a scendere da un aereo, che ci riporta lì nell’esatto punto da cui siamo partiti. 
Luoghi ed oggetti, rappresentazioni perfette di un tempo passato, non troppo lontano ma comunque passato. E ambasciatori di ciò che sarà e di ciò che saremo. 
Luoghi ed oggetti privi di una connotazione spazio-temporale eppure così nitidi nei loro tratti. Con il loro carico di dirompente personalità. 

Un bar a Place des Vosges. Un treno che sembra uscito da un romanzo di inizio ‘900: il Golden Arrow per l’esattezza. Una polaroid, il suo riflesso in un vetro macchiato dallo scorrere del tempo e le ruote di un auto dai vetri oscurati. L’ombra di un porticato e la luce discreta di un giardino parigino nel cuore dell’autunno.

La Speedy Golden Arrow al braccio che in quel primo treno-nave che collegava Parigi a Londra trova il suo essere e i suoi perché. Che nel viaggiare trova la realizzazione di sé.

Il viaggio continua, perché il viaggio siamo noi.
Anche quando ci fermiamo, quando togliamo i tacchi, quando scendiamo dalla nave, quando tocchiamo terra, quando torniamo a casa: il viaggio continua. 

Credit – Peppe Tortora
Total Look – Louis Vuitton 

24 Comments

  1. Eleonora

    Che meraviglia queste foto. Che meraviglia tu in quella macchina.
    Sembra quasi di respirarla quell’aria parigina.
    Queste foto trasmettono una disarmante calma ma anche una certa malinconia…
    Complimenti Alessandra, davvero.

  2. C

    Suppongo che avere un foto identica spiccicata alla quarta non conti un granchè ma volevo dirlo: l’ho fatto due anni fa, la mia prima volta a parigi. Un sogno!

    letyourselfbeinspiredby.blogspot.it

  3. Alessandra

    Partiamo dal presupposto che ho amato tutte le foto di questa esperienza che hai condiviso con noi. Tutte, davvero.

    Ma queste.. Queste mi sembra di guardarle e pensare “Eccola, finalmente”. Non ti conosco, non ci conosciamo, ma le tue parole ormai accompagnano le mie giornate e le mie settimane come fossero piccoli pezzi di poesia che mi concedo a qualunque ora del giorno. Il libro preferito che apro ogni tanto per ritrovare quella frase sottolineata. La canzone che ascolto più volte perché quella melodia e quelle parole mi hanno catturata.

    Ed è grazie alle tue parole che tutte noi ti conosciamo.
    E guardando queste foto ti riconosco e ti ritrovo.

    Elegante, poetica, bellissima.

    http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

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