Consigli per gli acquisti: un biglietto di sola andata per Parigi

Novantaquattro minuti di delicata poesia. Cinquemilaseicentoquaranta secondi al termine dei quali a te non resta altro da fare che startene lì, immobile, ad ammirare, sulle note a tutti note del can-can una sfilata che punta i riflettori sui titoli di coda, in bianco e nero. In silenzio quasi a voler sperare che quel sogno non finisca, almeno non così presto. Con un sorriso leggero sulle labbra, appena accennato: è il sorriso delle cose belle, delle cose che fanno bene al cuore. Una favola moderna ambientata in una Parigi che da il meglio di sé quando le sue strade sono battute dalla pioggia, in cui se ti sforzi puoi quasi sentire l’odore di pane appena sfornato e l’incedere incerto dei tacchi di una ragazza dal cappotto rosso. In cui le principesse indossano incantevoli abiti anni venti scuotendo le braccia a ritmo di charleston. In cui a farla da padrone sono la speranza, un velo di malinconia, il romanticismo – talmente puro e talmente in disuso ormai da stordire chi, dall’altra parte, lo guarda – e una colonna sonora emozionale. Immancabile la morale: che le fughe da noi, per quanto straordinarie possano essere, restan sempre fughe. E in qualunque luogo possano condurti non sarà mai lì dove ti aspetta la tua felicità. 

Ninety-four minutes of delicate poetry. Five thousands-six hundreds-forty seconds at the end of which you can’t do anything but stay there, motionless, watching, on the notes of a famous can-can a runway whose spotlights are on the credits, in black and white. In silence, hoping that the dream is not over, or at least not so soon. With a smile on your face, just raised: it’s the smile of the pretty things, of the hearty things. A modern fairytale, set in Paris, which is even better when it rains on the streets, where you can almost breath the scent of just-baked bread and hear the hesitant gait of a girl with a red coat. Where the princesses wear wonderful 20’s dresses moving their arms on the notes of a Charleston. Where hope, a touch of melancholy, romanticism – so pure and unusual to daze the audience – and an amazing soundtrack reign. The moral is unfailing: an escape from ourselves, even if it may be extraordinaire, will always be an escape. And wherever you may go, you’ll never find there your happiness.


La felicità, dicono, sia sempre ora.  Happiness, someone says, is always now. 


Per la traduzione dei testi si ringrazia quell’angioletto di Cristina Martucci. 

21 Comments

  1. Anonymous

    Grazie per le belle parole che scrivi, ne aprofitto per farti i miei complimenti sinceri per il tuo blog e per la tua bellissima persona…Elisa

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