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DI METROPOLITANE. DI STRADE. DI CERTEZZE (POCHE)

By 20 giugno 2016 #WeLoveLittleSnobThing

Sono qui, in un vagone della metropolitana di Londra circondata da frammenti variegati di umanità privi di alcun legame l’uno con l’altro, scollegati tra loro se si esclude la condivisione di questa piccola porzione di spazio. Per di più momentanea. Per di più intrisa di quell’inconfondibile odore di ferro che in qualunque parte del mondo ti riconduce tra le fondamenta di una città. Sono qui insieme a un paio di indiani. A un gruppo di giovani studenti inglesi, con l’acne sulla pelle e un accenno disordinato di barba su quelle facce ancora in divenire. Di una ragazza sola con il capo chino sullo schermo del suo iPhone 6. Sono qui con un distinto signore in abito scuro che legge uno di quei libri dalla copertina rigida sfogliandone con cura le pagine. Di mio fratello. Di una mamma con la figlia e i suoi leggins rosa con le stelline bianche su quelle gambine ancora così magre e mi piace pensare che siano tra i suoi preferiti nell’armadio. Sono qui. La voce dall’autoparlante ripete senza alcuna esitazione le prossime fermate – South Kensigton, Gloucester Road. Sono qui: ora i ragazzi sono scesi e hanno lasciato i loro posti a una famiglia di turisti spagnoli. A un ragazzo alto e biondo che varca la soglia della porta scorrevole trafelato con una quantità di buste di plastica tra le mani e un borsone in spalla e un bellissimo cane che serafico ed incurante di questo caos di anime si accuccia ai suoi piedi. Sono qui per trentasei ore. Certa che nulla è mai cambiato rimanendo immobili. Che il movimento generi a sua volta movimento a costo di svegliarsi alle 3:30 di una mattina di sabato per prendere il quinto volo della settimana per arrivare fino a qui a dividere una porzione di tempo e di spazio – entrambe infine – con questi frammenti variegati e disordinati di umanità con cui probabilmente non condividerò mai più altro. A sentire un biondino cantare, a mangiare un paio di hamburger cotti male, a incrociare luoghi e strade e non solo su GoogleMaps. Sono qui certa che mettermi in viaggio resta per me il solo modo che conosco per respirare a pieni polmoni. Per caricare gambe e cuore e testa. Per poter la sera avere come ultimo pensiero – sei su una strada che non conosci, ma è quella strada giusta Alessandra.

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#disaronnoafterparty – BAFTA Time

By 13 febbraio 2013 Eventi
 
Chi mi conosce lo sa: io quando viaggio sono felice. Profondamente felice. E non importa che la destinazione sia un agriturismo disperso tra le colline della Maremma o un’insegna luminosa con la scritta way out dall’altra parte dell’oceano – un qualunque oceano. Davvero non importa a me piace viaggiare. E mi piacciono gli aeroporti. E gli aeroporti la mattina presto, poi. Quando sono ancora semi deserti. Per quella luce, per quell’eccesso di movimento cristallizzato lì, tra una vetrata e una pista di decollo. Per gli arrivi dove ti verrebbe sempre voglia di girarci la scena di un film d’amore. 
 
Il volo AZ202 delle 9:30 di sabato mattina. 
Fiumicino. Un bagaglio a mano che ormai sono la regina indiscussa delle valigie. 
Due ore e trenta di sbadigli che io di svegliarmi presto proprio non voglio saperne.
Heathrow Express. La prima pioggia che non è mai l’ultima, qui. 
Il The Rookery che per un attimo ho pensato di essere stata catapultata sul set di Downtown Abbey. Con quel letto a baldacchino a ricordarmi, nel caso in cui ne avessi bisogno, che siamo tutte delle principesse.
I vestiti fuori dalla valigia ed i piedi immersi in una vasca con i piedini, una di quelle che vorrei al centro del mio monolocale a costo di dover rinunciare a una dozzina di scarpe.
L’attesa per i BAFTA.
Londra. Assolutamente Londra. 
Un cambio d’abito, anche senza essere a Sanremo. Alexandra. Un appuntamento per la cena in perfetto mood inglese. 
Il Novikov, una tavolata di blogger e giornalisti. La voglia di condividere questa nuova esperienza con voi. Un Disaronno sour per iniziare.
Ancora la pioggia ma ad un certo punto smetti di sentirla.
Un video maker. Una macchina scura. La meta è segreta. Inizia lo speak-easy tour. E le riprese. Ma questo è un altro capitolo del viaggio.


(Coat PINKO – Sunglasses OKLEY – Blazer PINKO – Necklace PRIMARK)

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By 6 febbraio 2013 Eventi, Travels

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