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ESSERE PARMA (OLTRE L’ESSENZA)

By 2 dicembre 2016 Beauty
Essere Parma.
Perché in un profumo c’ è la storia del luogo da cui trae le sue origini, l’eleganza della città che gli ha dato i natali, la cultura dell’arte da cui ha tratto ispirazione.
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Essere Parma.
Nelle visione di Giovanni Gastel che firma con la sua delicatezza le immagini del libro che racchiudono la celebrazione di questa città, e di questa fragranza, in un continuo alternarsi dipassato e presente, di ciò che è stato e di ciò che ora è. Nella parole pensate e pesate di Antonella Boralevi che cerca di dare una forma a questa magnificenza: discreta eppure solida, sobria eppure sontusa. Perché il lusso è – forse – la capacità di conciliare in maniera magistrale (e silente) tra di loro gli antipodi.
Essere Parma.
Da quel lontano 1916 quando su commissione di Carlo Magnani, erede di un’aristocratica famiglia parmense e nipote dello scenografo prediletto da Verdi, in un piccolo laboratorio di essenze prese vita una fragranza insolita per quegli anni. Moderna e fresca negli accordi: una Colonia in grado di racchiudere al suo interno una visione e un’intuizione che negli anni si sarebbero rivelate qualcosa di più. Un’icona. Una firma. Un simbolo di quel gusto e di quello stile rimasto immutato.
Alessandra Airò_EssereParma
Essere Parma.
La città. La Colonia. L’essenza di ciò che ne consegue.
Da cento anni. E ancora.
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DI TEATRI CHE SONO CASA CHE SONO VITA CHE SONO #BENETTON

By 22 novembre 2016 Fashion

Un vecchio teatro che vive una nuova vita sotto forma di casa con le finestre alte da cui si fa largo l’aria immobile di Milano, i muri bianchi lasciati immacolati per dare libero spazio all’immaginazione, l’ampio spazio per la platea dove ci si può sedere ancora ma tra divani e sedie di design intorno al tavolo e il palco su cui si lasciano ammirare i capi della collezione Primavera/Estate di Benetton. Dall’altra parte della sala Alice sforna muffin e torte alle mele. Brie passeggia per la sala. C’è musica ovunque confusa tra le parole e i pensieri degli ospiti, tra gli allestimenti dei ragazzi diFabbrica. Un vecchio teatro che vive una nuova vita sotto forma di casa e non avrei immaginato luogo migliore per questa presentazione.

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Un’atmosfera metropolitana eppure familiare. Inusuale eppure confortevole. Divertente, leggera, intrisa di bellezza, urbana, innovativa. Un’atmosfera che costituisce la perfetta sintesi di ciò che sono le collezioni presentate. Quella primaverile che prende il via da una suggestione urban folk che si traduce in maglie dalle forme over in crochet che sembrano uscite dalle mani laboriose di una nonna da abbinare a fantasie piccole e minute, come le “oribe” giapponesi con fiorellini stile liberty. Che lascia il posto per il casual & daily all’ispirazione della modern art di Piet Mondrian: colori e tessuti legati magistralmente tra di loro dove la parola d’ordine – l’unica concessa – è sperimentare senza avere paura di sbagliare. Giocando con le forme astratte, con i pesi dei materiali, coi pattern grafici. Righe, una nota di cobalto, le t-shirt ultraleggere, l’albicocca e il blu. E quella estiva che per la linea workwear sceglie materiali pregiati e preziosi e antichi come la seta e il lino, declinandoli nel nero e nel bianco, nel grigio perla e nel viola, nel giallo e nel blu elettrico. Che per il – casual friday -  sceglie invece il canvas e il cotone organico quasi a voler rappresentare anche attraverso i vestiti il desiderio di libertà. Di benessere. Di naturalezza. Un desiderio che si riflette sulla palette cromatica fortemente legata alla terra: corda, cammello, albicocca, melograno, militay. E che termina il suo viaggio con la linea Brother of the rainbow – Travel – Air movement che trova posto e spazio in ogni momento di libertà. In ogni momento in cui decidiamo di dedicarci a noi. Lo sport, un volo aereo che ci porta dove più desideriamo, il tempo libero fatto delle cose belle. Quello del knitwear d’avanguardia che crea capi con una vestibilità super comfort…come i muffin di Alice per intenderci. E come tutte le cose in grado di farci sentire esattamente come quel teatro che vive una nuova vita sotto forma di casa. A nostro agio.

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STO TORNANDO (ASCOLTANDO MY ROMANCE)

By 21 novembre 2016 #WeLoveLittleSnobThing

Sto prenotando il taxi per domani mattina con l’augurio di non perdere il treno delle 7e40. Sto ascoltando My Romance di Gene Ammons.  Sto finendo di organizzare la nuova grafica del blog e la prossima volta che mi viene in mente di rifarlo da capo ricordatemi che posso andare dal parrucchiere a sfogare la mia creatività. Sto scrivendo qualcosa che spero possiate leggere presto. Sto bevendo vino rosso e mangiando ostriche spesso e anche le uova strapazzate e la pizza con tanto basilico e i semi di chia nello yogurt la mattina. Sto lasciando le unghie senza smalto perché sono un po’ stanche – anche loro, come me. Sto aspettando che l’acqua nel bollitore sia calda per la mia tisana della buonanotte. Sto organizzando il viaggio a Parigi e quello a Stoccolma e sognando già la prossima destinazione. Sto pensando a quanto lungimirante possa essere la forza di volontà a quanto lontano ti possa portare a quanto felice ci si possa sentire sebbene i piedi e le gambe a fine giornata facciano male. Sto pensando di iscrivermi a un corso di yoga perché voglio imparare a respirare, a ritagliarmi un momento che sia mio e di nessun’altro. Sto monitorando i biglietti per Tokyo per la fioritura dei ciliegi e uno di questi giorni li prenoto. Sto attendendo qualcosa di bello che nulla ha a che vedere con le mie aspettative ma con la capacità di sorprenderti di questa vita – si. Sto leggendo Pastorale Americana e mi sta piacendo. Sto aspettanto il ritorno delle Gilmore Girl come si aspettano le cose che sanno di casa. Sto pensando di comprarmi la maglietta da bimbaminkia di Justin. Sto pensando alla neve alla dolcezza di certe parole alla zuppa di zucca al maglione bianco di lana grossa al mio nuovo paio di stivaletti che adoro al miele alla libertà che si impara anche quella – o forse soprattutto quella – alla letterina di Babbo Natale alle foto che devo riordinare quelle nella scatola rosa cipria sopra la libreria a una cascata di palloncini allo sleep dress perfetto alla pioggia che sta arrivando. Sto tornado.

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