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DI MERENDE. DI COFANETTI E (SOPRATTUTTO) DI BELLEZZA

By 9 dicembre 2016 Beauty

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Di merende natalizie perché da qualche parte si dovrà pur cominciare. Di panettoni senza canditi ma ricoperto di cioccolato bianco. Di amiche – quelle che ci sono da sempre, quelle che hai conosciuto viaggiando e lavorando, quelle da abbracciare per la prima volta ma ti seguono da sempre ed è come se ci si conoscesse già e poi le parole a noi di certo non mancano. Della stanza di un albergo che sembra una casa – una bellissima casa – da cui si vede Milano tutta – con le sue luci e le sue zone d’ombra e i suoi segreti e gli angoli che nessuno sa. Di una playlist musicale che spero le mie ospiti avranno apprezzato quattro ore ininterrotte di Michael Buble. Di vino rosso alle sei di pomeriggio perché è già festa, di confidenze tra donne – di bellezza raccontata. Di amicizia, di dolcezza, di cura (per i capelli e per l’anima). Di un albero di Natale bianco che è diventato il mio nuovo desiderata, di pacchetti da scartare senza prestare troppa attenzione alla carta perché è così che si fa con i regali. Di Kerastase.

(E dei suoi cofanetti – che trovate sia in istituto che online qui che si sa prendere la macchina è parcheggiarla in queste settimane è cosa che fa venire le doppie punte da regalare e da mettere sotto l’albero. Che va bene anche se non è bianco)

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ESSERE PARMA (OLTRE L’ESSENZA)

By 2 dicembre 2016 Beauty
Essere Parma.
Perché in un profumo c’ è la storia del luogo da cui trae le sue origini, l’eleganza della città che gli ha dato i natali, la cultura dell’arte da cui ha tratto ispirazione.
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Essere Parma.
Nelle visione di Giovanni Gastel che firma con la sua delicatezza le immagini del libro che racchiudono la celebrazione di questa città, e di questa fragranza, in un continuo alternarsi dipassato e presente, di ciò che è stato e di ciò che ora è. Nella parole pensate e pesate di Antonella Boralevi che cerca di dare una forma a questa magnificenza: discreta eppure solida, sobria eppure sontusa. Perché il lusso è – forse – la capacità di conciliare in maniera magistrale (e silente) tra di loro gli antipodi.
Essere Parma.
Da quel lontano 1916 quando su commissione di Carlo Magnani, erede di un’aristocratica famiglia parmense e nipote dello scenografo prediletto da Verdi, in un piccolo laboratorio di essenze prese vita una fragranza insolita per quegli anni. Moderna e fresca negli accordi: una Colonia in grado di racchiudere al suo interno una visione e un’intuizione che negli anni si sarebbero rivelate qualcosa di più. Un’icona. Una firma. Un simbolo di quel gusto e di quello stile rimasto immutato.
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Essere Parma.
La città. La Colonia. L’essenza di ciò che ne consegue.
Da cento anni. E ancora.
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COME QUANDO DA BAMBINA

By 14 ottobre 2016 Beauty

Forse non dovrei dirlo per non fare torto a nessuno ma se penso a Deborah e ai suoi trucchi la prima immagine che mi viene in mente è quella di me ragazzina che inizio ad affacciarmi – goffamente perché è così che sono le ragazzine tutte –  al mondo del make up. Quello che fino a quel momento era stato il mondo della mamma fatto di ciprie che sapevano di cose buone, di smalti troppo rossi per me e di un velo di mascara senza il quale non si esce mai di casa.

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Ed è bello ritrovarmi qualche anno – o forse decennio ma in matematica a volte è meglio non esser brave – a giocare un po’ meno goffamente ma con lo stesso entusiasmo ancora una volta con Deborah. Con i suoi trucchi. Con i suoi colori. Con il suo mondo. E con i suoi valori. Che questa volta assumono la forma di una linea di prodotti – FormulaPura – non solo belli ma anche buoni perché puri: senza parabeni, senza siliconi volatili, senza olio minerale, senza petrolato e senza profumazioni. Nulla che possa irritare la nostra pelle. Nulla che possa infastidire anche quelle più sensibili. E se è vero che con gli anni si diventa non solo più brave a stendere il blush (non è il mio caso si sa) ma anche più sagge e consapevoli è doveroso prestare attenzione a quello che ci mettiamo in faccia. Al fondotinta, al correttore, alla cipria. A cui chiediamo non solo di essere durare almeno quanto le nostre giornate (e a volte anche quanto le nostre notti) ma anche e soprattutto di trattarci con la stessa delicatezza di  quando  eravamo ragazzine. E con quei trucchi ci giocavamo solo per sentirci grandi, senza sapere che un giorno lo saremmo diventate per davvero.

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